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Osservatorio città universitaria

Ateneo e municipio «sotto la lente» degli studenti

Ateneo e municipio «sotto la lente» degli studenti

31 Ottobre 2023, 03:01

Il metodo è stato rigoroso e si è basato sullo sviluppo di un questionario strutturato, somministrato online nel periodo marzo-maggio 2023. Ai 2.552 studenti rispondenti (tutti iscritti all’ateneo di Parma) è stato esplicitamente chiesto di basare le proprie risposte sul primo semestre dell’anno accademico 2022-2023.

Ciò che è emerso dalla seconda indagine dell’Osservatorio Parma città universitaria sono numeri che fotografano una sorta di «gradimento» che la popolazione studentesca riferisce relativamente ai servizi offerti dall’ateneo e dal Comune. Presentati ieri pomeriggio da Cristina Ziliani e Giada Salvietti, del Dipartimento di Scienze economiche e aziendali, in una discussione pubblica che ha coinvolto l’ateneo, l’amministrazione comunale, le istituzioni e le associazioni cittadine, i dati hanno rivelato le criticità e i punti di forza rispetto alla mobilità, all’alloggio, ai servizi culturali, sportivi e ricreativi.

Per il rettore Paolo Andrei, la ricerca è stata «un buon modo per poter capire quali sono i risultati di un’azione che, negli anni, insieme all’amministrazione comunale, abbiamo voluto a supporto di un progetto che ha come fine ultimo l’inclusione e la valorizzazione della popolazione studentesca».

«A Parma, gli studenti sono circa 32mila (metà dei quali vengono da fuori regione) e la possibilità di poter capire quali azioni percorrere nel futuro per migliorare la loro inclusione è per noi essenziale – ha sottolineato Andrei, nel suo ultimo incontro pubblico da rettore -. Questo è l’obiettivo che si pone Parma città universitaria».

E se l’obiettivo dell’esito della ricerca è quello di migliorare la qualità dei servizi, ma anche di avvicinare le istituzioni agli studenti, il sindaco Michele Guerra si è soffermato, in particolare, sul trasporto pubblico locale (tema molto sentito dalla popolazione universitaria) e sul tema dell’alloggio, che per la popolazione universitaria rappresenta una questione dominante.

«Per noi, le politiche abitative sono diventate centrali, tanto da andare a costituire un nuovo settore che si occupa di povertà abitativa, ma anche dei temi collegati agli studentati, che rappresentano un’emergenza nazionale», ha commentato Guerra, auspicando che la città «possa accorgersi di essere una città universitaria».

A discutere i dati della ricerca, la tavola rotonda moderata da Beatrice Luceri, del Dipartimento di Scienze economiche e aziendali, a cui hanno partecipato Roberto Prada, presidente Tep, Paola Donati, direttrice del Teatro Due, Cristina Mazza, vicedirettrice di Ascom e Diana De Pasquale, presidente di Anama-Confesercenti.

«La vera sinergia di Parma città universitaria sta nel trovare forme innovative che permettano di cogliere tutti i bisogni degli studenti, educando e formando i nostri concittadini, specie sul tema degli alloggi», ha commentato, al termine del confronto, Andrei.

Giovanna Pavesi

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