MALTEMPO
Maniche rimboccate, in Valtaro, per mettere mano ai danni causati dal maltempo che ha interessato in particolare la montagna parmense tra la fine di ottobre e i primi di novembre, quando in pochi giorni è caduto il 50% della pioggia storica annuale.
Nei territori comunali di Bedonia, Compiano, Albareto e Tornolo, il conto è stato salato tra arterie interrotte da smottamenti e cedimenti che hanno letteralmente spazzato via il manto stradale, più frane ed esondazioni. Gli interventi per garantire la circolazione sono stati attivati fin da subito e sono ancora in corso: dopo settimane di intenso lavoro, è stata riattivata buona parte dei collegamenti.
«Abbiamo ripristinato provvisoriamente per un senso unico alternato la strada della Libbia (che nei giorni scorsi aveva isolato tre famiglie nella parte superiore della frazione) – informa il sindaco di Bedonia Gianpaolo Serpagli -. Nei prossimi giorni, sempre provvisoriamente e con senso unico alternato, verrà riaperta anche la Strada della Pietra che collega Carniglia alle Piane di Carniglia. Abbiamo inoltre ripulito le strade (che erano state invase da fango, detriti e pietre) e rimesso in esercizio le cunette. Tutti i lavori eseguiti sono stati fatti in somma urgenza, nella speranza che venga concesso lo stato di calamità».
Ancora in seria difficoltà il comune di Tornolo, dove l’amministrazione sta cercando di rimettere in carreggiata la viabilità del territorio, intervenendo prioritariamente sulle strade «per consentire almeno il transito ai veicoli», dichiara il primo cittadino Renzo Lusardi, che poi aggiunge: «Per velocizzare i tempi, ci siamo dovuti appoggiare anche a ditte esterne. I danni ammontano a oggi a più di 500mila euro».
Le maggiori criticità sono state causate da frane, muri crollati, piante a rischio caduta che vanno messe in sicurezza. Molte le strade tornolesi che richiedono ancora importanti interventi: «Aspettiamo però l’aiuto della Regione – dice Lusardi - perché come Comune non abbiamo la forza finanziaria per fare i lavori».
Nella vicina Albareto, è ancora del tutto chiusa (con ordinanza comunale del 28 ottobre) la Miramonti-Zerla, dove «è completamente crollato il manto stradale a seguito di uno smottamento del terreno e del conseguente cedimento della sede stradale», avvisa il sindaco Davide Riccoboni. Nello stesso territorio comunale si è invece fermata la grossa frana di Codogno, che a fine ottobre aveva invaso la strada interrompendo la viabilità e causando l’isolamento di una famiglia. «Il ripristino, tuttavia, sarà dispendioso è lungo», sottolinea il primo cittadino.
La fragilità del territorio balza ancora all’occhio in quel di Compiano, dove fango, vegetazione e detriti erano rovinati sulla Sp66 nel tratto compreso tra la Casa di riposo e il piazzale Ilaria Alpi alle spalle del castello dell’antico borgo: per raggiungere il centro storico, occorreva transitare da Strela. Il sindaco Francesco Mariani informa però che da sabato mattina la provinciale «è stata riaperta a senso unico alternato grazie alla regolamentazione con semaforo. Questa limitazione della viabilità ci consente sia di completare alcune piccole opere di messa in sicurezza, sia di monitorare il fronte franoso».
Salato intanto il conto per il territorio comunale: secondo Mariani, infatti, la cui amministrazione ha trasmesso alla Regione il conteggio per poter chiedere lo stato di emergenza e di calamità, «i danni si aggirano intorno a 1 milione e mezzo di euro. Una somma importante che non tiene conto, peraltro, dei danni subiti dalla proprietà privata, che sono ingenti e per i quali non abbiamo ricevuto indicazioni».
Monica Rossi
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