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Il recupero è diventato «zona Parma»

Il recupero è diventato «zona Parma»

di Marco Bernardini

13 Dicembre 2023, 03:01

Un tempo si chiamava «zona Cesarini», ora ribattezzata definitivamente «zona Parma».

Ultime tre gare, 4 gol dopo il 90'

Una squadra che non muore mai e getta spesso il cuore oltre l’ostacolo, anche quando sembra tutto finito e il quarto ufficiale ha già mostrato la lavagnetta luminosa che indica i minuti di recupero. È proprio in quel frangente che i crociati, già in pressione costante nelle fasi conclusive della partita, colpiscono gli avversari e raccolgono i frutti del loro lavoro. Basta prendere in esame le ultime tre gare tra Modena, Spezia e Palermo, in cui i quattro gol segnati dopo il 90’ hanno portato in dote altrettanti punti in più in classifica. Clamorosa la rimonta ai danni dei rosanero, avanti 1 a 3 fino al 91’ e raggiunti dalle reti dei subentrati Mihaila e Charpentier che hanno trasformato una sconfitta pressochè certa, sarebbe stata la prima stagionale tra le mura amiche, in un pari insperato valso come e più di una vittoria.

Sei le reti nell'«extra time»

Un connubio quello tra il Parma e l’extra time inaugurato in questo campionato alla terza giornata sul tocco sottomisura al 94’ di Colak che consentì di espugnare in extremis il campo del Pisa. I sei palloni buttati in fondo al sacco, nel supplemento di gioco concesso dall’arbitro in coda allo scoccare del novantesimo, rappresentano un primato in serie B, condiviso assieme al Palermo (segue al terzo posto il Sudtirol a 4) che, però, ne ha anche incassati quattro, di cui due domenica al Tardini.

Una sola rete subita dopo il 90'

Questo a fronte dell’unico, peraltro ininfluente, preso dalla truppa di Pecchia che subì il 2 a 1 di Barba del Como a tempo regolamentare abbondantemente scaduto. Condizione fisica e mentale eccellente (alzi la mano chi, considerando il dispendio di energie nei 120’ di Firenze in Coppa Italia con annessa l’amarezza per l’eliminazione ai rigori, si sarebbe aspettato un finale così all’arrembaggio?), una manovra avvolgente che non lascia un attimo di respiro alle rivali di turno costrette, ancora di più alla distanza, a rintanarsi nella propria trequarti e forze fresche dalla panchina in grado di sparigliare le carte (dodici i sigilli tra coloro che non figuravano nell’undici titolare e sono stati inseriti in corso d’opera): tante le ragioni delle accelerazioni poco prima del fischio finale che stanno dando forma e sostanza alle ambizioni dell’attuale capolista solitaria tra i cadetti.

Le altre rimonte clamorose

A qualche tifoso neanche troppo datato sarà sicuramente tornato alla mente il precedente di Parma-Palermo del 20 marzo 2005 che terminò allo stesso modo (3-3) dopo che gli uomini dell’allora tecnico Carmignani, sotto di due reti e ridotti in nove contro undici a causa delle espulsioni di Paolo Cannavaro e Contini, agguantarono al 92’ un punto d’oro grazie al tap-in di Gilardino. Limitandoci agli scorsi anni, resta nella memoria collettiva il successo per 3 a 2 in Lega Pro sul Pordenone, ribaltato nel febbraio del 2017 tra l’89’ e il 91’ da Munari e dalla straordinaria rovesciata di Calaiò. In un’alternanza tra gioie (Kurtic e Inglese ripresero il Bologna da 0 a 2 tra il 93’ e il 95’ il 12 luglio 2020 in era Covid) e dolori che toccò il suo apice nella maledetta trasferta di Cagliari del 17 aprile 2021: quella sera, in una delle ultime occasioni per riaprire il discorso salvezza in serie A, Pereiro e l’ex Cerri, dal 91’ al 94’, capovolsero il risultato da 2-3 a 4-3, decretando, di fatto, in largo anticipo la retrocessione del Parma.

Marco Bernardini

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