Il 21 e 22 dicembre
La campagna vaccinale Covid stenta decollare, le scorte di farmaci restano stoccate e a rischio di scadenza e così l'Ausl di Parma - dopo analoghe iniziative in altre province della Regione - propone due «open day» per un accesso agevolato alle immunizzazioni.
Le giornate saranno il 21 dicembre, dalle 14 alle 20, in due ambulatori della Casa della salute Lubiana San Lazzaro, in via 24 maggio, e il 22 dicembre, sempre dalle 14 alle 20, all'ospedale di Vaio, in due ambulatori del punto prelievi. Sarà necessario prenotarsi, con modalità che saranno rese note dall'Ausl, e riportate anche dalla Gazzetta, nei prossimi giorni. Questo, spiega Silvia Paglioli, direttrice del servizio di Igiene e sanità pubblica dell'Ausl di Parma, per permettere una migliore organizzazioni delle vaccinazioni.
L'iniziativa degli open day - che, a seconda della risposta, potrebbe essere ripetuta - non cambia l'organizzazione generale della campagna di immunizzazione, affidata in prima battuta ai medici di medicina generale e, in seconda battuta, ai farmacisti.
Dal 16 ottobre, quando è partita la vaccinazione Covid, sono state eseguite a Parma e provincia 22.584 vaccinazioni: il dato è aggiornato all'11 dicembre e sottostimato perché sconta, fa notare Paglioli, i tempi di notifica da parte dei medici vaccinatori e l'inserimento nel database aziendale. Di queste vaccinazioni, il 92,4% è stata eseguita dai medici di famiglia, il 3,6% dai farmacisti, il restante 4% da varie strutture pubbliche e private, inclusi istituti di ricovero, ambulatori sul luogo di lavoro, servizio di igiene e sanità pubblica (1,7%).
Eppure, nonostante l'impegno dei medici di base, la campagna vaccinale segna il passo. Per l'antinfluenzale, tanto per fare un paragone, al 13 dicembre sono stati vaccinate - sempre a Parma e provincia - 62.789 persone. Non un numero alto (parliamo di meno di un terzo della popolazione), ma comunque quasi tre volte tanto rispetto a chi si è vaccinato contro il Covid.
A pesare sui ritardi ci sono anche problemi di distribuzione del farmaco della Pfizer. Come spiega Faissal Choroma, direttore del dipartimento Cure primarie dell'Ausl di Parma, l'azienda farmaceutica fornisce flaconcini con sei dosi e le regole di conservazione impongono di usarle in tempi brevi, per cui le sedute vaccinali vanno organizzate con sei persone, o multipli di sei. Un'agenda complessa, tenendo conto di defezioni dell'ultima ora, e che i medici devono di persona ritirare la confezione multidose dalla farmacia ospedaliera. «Ci rendiamo conto delle difficoltà dei medici, per questo in alcuni casi siamo noi a consegnare il farmaco direttamente alle medicine di gruppo o alle case di comunità, dove sono stati organizzati dei mini open day», dice Choroma.
Le consegne del vaccino vengono fatte anche alle farmacie, in base alle richieste, ma anche questo canale non è sempre facile: ci sono farmacie che già a novembre avevano agende piene fino a fine anno.
Oltre ai problemi logistici, inutile nascondersi, dice Silvia Paglioli, che «c'è una diversa consapevolezza di quanto può essere grave la malattia, a fronte di decorsi più benigni. Ma è una sottovalutazione che non tiene conto dell'attenzione che dobbiamo portare per i soggetti fragili che possiamo contagiare, e che andrebbero sempre protetti».
E anche se i numeri dei contagi non destano preoccupazioni (un picco di 363 casi dal 20 al 26 novembre, poi sceso a 283 nella settimana successiva e a 230 dal 4 al 10 dicembre), si tratta di dati, avverte Paglioli, largamente sottostimati: «Il Covid spesso viene gestito in autonomia, a casa, e a volte senza neanche fare il tampone e quindi rendersi conto del contagio». Quasi il 58% dei contagi segnalati vengono alla luce con un tampone eseguito in farmacia, quasi il 25% viene scoperto in occasione di test prima di un ricovero ospedaliero, e poco più del 5% con gli autotest.
Per questo sia Choroma che Paglioli insistono sull'importanza della vaccinazione. «Non è troppo tardi, siamo in tempo per vaccinarci sia contro l'influenza che contro il Covid: i casi sono ancora contenuti e non abbiamo raggiunto il picco», dice Paglioli. Mentre Choroma ricorda che, mediamente, il vaccino impiega 10-15 giorni per dispiegare la sua azione immunitaria.
Oltre ai fragili, per i quali il vaccino resta sempre fortemente raccomandato, una circolare della Regione del 29 novembre stimola le aziende sanitarie ad organizzare gli open day e ad avviare le somministrazioni - ferma restando la priorità per i fragili - anche nei confronti di chi non presenta particolari condizioni di fragilità.
Monica Tiezzi
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