Le reazioni
La notizia della richiesta che il Ministero ha avviato il procedimento di dichiarazione di pubblica utilità, finalizzata all’esproprio di Villa Verdi, ha colto gli eredi di sorpresa. Angiolo e Maria Mercedes Carrara Verdi, contattati dalla Gazzetta di Parma, si riservano di parlare con i rispettivi legali prima di commentare. Ludovica Carrara Verdi non nasconde il proprio dissapore: «Siamo molto sorpresi e non in senso positivo - dichiara -, da un atto così drastico e unilaterale. Preciso che la villa non versa in stato di degrado, come ha potuto constatare il Ministro stesso nella sua visita risalente a circa un anno fa. Avevamo avviato un’interlocuzione positiva con il Ministero per dare precedenza alla volontà di acquisto, dichiarata spesso pubblicamente da parte dello Stato. Dando importanza al fatto che la villa fosse conservata come fatto fino ad oggi e fosse un bene fruibile da tutti e sacrificando anche probabili maggiori ricavi aprendo la vendita al mercato. I colloqui con il Ministero sono entrati anche nel merito delle cifre e ci siamo resi disponibili ad assecondare le proposte da loro avanzate. Data questa situazione questo atto è totalmente inaspettato e per noi immotivato. È l’ennesimo capitolo amaro legato a questa vicenda».
Dello stesso tenore le dichiarazioni dell'altro erede, l'avvocato Fabio Mezzadri, vedovo di Manuela Carrara Verdi: «La notizia ci è stata notificata appena ieri (mercoledì; ndr) e non nascondo che siamo tutti sorpresi e perplessi. La villa come è risaputo è soggetta a un procedimento giudiziario di vendita all'asta ed il suo valore complessivo, dato dall'immobile più tutti i cimeli che esso contiene, secondo i periti del tribunale di Parma si aggira sui 30 milioni di euro. Con il Ministero avevamo avviato un dialogo per una cifra inferiore a quella della stima e ci sorprende questa decisione. Vedremo se effettivamente esistono gli estremi per procedere con un esproprio, che comunque prevede un indennizzo. Di solito si espropria un bene quando il proprietario non vuole cederlo ma non è il nostro caso: noi siamo tutti concordi che la villa finisca allo Stato. Vedremo cosa succederà ma evidentemente se la cifra dell'indennizzo dovesse essere inaccettabile ci tuteleremo in sede legale».
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