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La denuncia

«Io, minacciato con una pistola da un automobilista»

«Io, minacciato con una pistola da un automobilista»

12 Gennaio 2024, 03:01

«È vero, io gli ho urlato contro. Ma lui ha estratto una pistola e me l'ha mostrata». Scene da far west sulla tangenziale, come racconta un sessantenne automobilista parmigiano che ha scritto alla Gazzetta per «far conoscere l'episodio di cui sono stato vittima». Un episodio in cui nessuno si è fatto male, ma che «considero molto grave e che mi ha certamente lasciato esterrefatto. E, a dire il vero, anche piuttosto preoccupato».

Giungla d'asfalto

Le strade, per scomodare ancora una volta il citatissimo titolo di un film di John Huston, sono diventate, a ogni latitudine, una vera e propria «giungla d'asfalto». Salire sull'auto e partire, spesso, visto il traffico, equivale ad affrontare un'odissea. Si sa quando si parte ma non quando, e come, si torna. Certe situazioni al limite del grottesco, causate dal grande numero di veicoli e, Ernesto Calindri docet, dal «logorio della vita moderna», un tempo si potevano associare solo alle grandi città, come Roma, raccontate ne «L'ingorgo» di Luigi Comencini, o Milano. Ma ormai il traffico ha invaso anche quelle cosiddette «a misura d'uomo». Ma questo racconto «on the road» di quanto accaduto mercoledì mattina intorno alle 10 in un momento di traffico piuttosto intenso, di divertente, o letterario, non ha nulla.

Brutto incontro

«Mentre stavo percorrendo la tangenziale Sud in direzione La Spezia ed ero in corsia di sorpasso dietro altre auto - spiega - mi accorgo, guardando il retrovisore, che, nella corsia di marcia normale c'era una Mini scura, un modello mi è sembrato abbastanza recente, che procedeva veloce, con l'evidente intenzione di effettuare il sorpasso sulla mia destra. Cosa che effettivamente ha fatto “rientrando” frettolosamente e senza attivare nessuna freccia, sulla sinistra a pochi centimetri (letteralmente) dal mio cofano anteriore». L'automobilista a quel punto reagisce. «Gli ho “strombazzato” - ammette -, come si suol dire. Qualche colpo di clacson e l'ho affiancato io questa volta alla sua destra per continuare a dirgli qualche “ragione balorda”». Fin qui, prosegue lui, tutto praticamente normale. Scene di nervosismo a cui, purtroppo, chi guida ha fatto l'abitudine.

Spunta la pistola

Ma ecco che succede qualcosa di inaspettato e, a dire dell'automobilista, di «veramente inquietante». «La persona al volante (descritto come «un giovane» - qui il racconto entra nel vivo - a un tratto estrae, da quello che credo fosse un portaoggetti fra i sedili anteriori, una pistola». Il sessantenne, in quei pochi secondi (tanto, infatti, dura la scena da far west) non riesce a vedere chiaramente se si tratta «di un'arma vera oppure di una pistola giocattolo. Mi è sembrata, comunque, di piccole dimensioni. Poteva averla in tasca o a portata di mano, e me l'ha mostrata, a scopo di minaccia. Ma quello che mi ha colpito molto in tutta questa vicenda e che voglio sottolineare è che gli è apparsa in mano subito».

L'epilogo

Il sessantenne, però, racconta di non aver mollato: «L'ho affiancato, urlandogli ancora “ma che c.... fai?”. Lui, a quel punto, rallenta vistosamente, si piazza dietro di me e poi imbocca l'uscita di via Chiavari e scompare». L'automobilista «minacciato» aggiunge invece di «non essere riuscito, in quei secondi concitati, a leggere la targa. Comunque, arma vera o finta, questo resta un gesto molto grave che almeno ho voluto raccontare per far sapere chi si può incontrare per strada».

Michele Ceparano

© Riproduzione riservata

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