IL DIARIO DEI FIORI
Altro che camelie, narcisi o ranuncoli (manco mezzo fiore alla conferenza stampa di ieri), Amadeus preferirebbe agricoli, trattori compresi, quelli chiede, dichiarandosi disposto a riceverli (che sia una tattica per sedare le ire dell’escluso Albano che in questi giorni ha più volte dichiarato il suo appoggio alla protesta e che ha tanto di trattore pronto a partire?). Verrebbe da pensare, cinicamente, che nel caso ci fossero disponibili verzure, zucche o cavoli cappuccio, un uso inappropriato potrebbe rendere più agreste questa prima sera di un Festival della canzone che ha 74 anni (gli stessi o più di qualcuno che vi partecipa…), ma sono ben di più gli imberbi e le giovanissime, 30 songs (dire canzoni fa troppo “dopoguerra”) tutte sparate la prima sera, con “l’allegato” degli ospiti, Lazza da P.zza Colombo e Tedua dalla nave crociera antistante il porto. Non bastasse, Fiorello, sarà sul suo “glass box” con “L’Aristonello” pronto ad incursioni fuori copione, più il fuori orario di Viva Raidue che, in solitaria, confezionerà un vero e proprio dopo Festival che verrà replicato poche ore dopo, la mattina alle 7.15. Dalla copiosa cornucopia degli inviati Rai, già giunti in Riviera su un apposito treno, fioccano nei collegamenti domande che rasentano il “minimo sindacale” da “Come ti senti?” a “Sei emozionata/o?” con risposte al pari del tipo “Sono qua per divertirmi” o “Mi voglio mettere in gioco”, mentre tutt’intorno, oltre le barriere divisorie, reggono impavide le “impellicciate” d’antica memoria, tra un visone saga e un rat mousquet da svernata benestante che alterna partite a burraco con un giretto fino alle porte dell’Ariston. Stasera votano solo dopo i giornalisti della sala stampa, domani e giovedì televoto e giuria delle radio, venerdì tutte e tre. Sabato ci si sdoppia: una prima fase solo col televoto, quindi per arrivare alla “Top Five”, di nuovo con sala stampa, radio e voto da casa. Niente monologhi e niente Sinner, e niente Alba Parietti, che dopo 32 anni di ininterrotta presenza in sala o sul palco, non ci sarà: ce ne faremo una ragione…
Mauro Coruzzi
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