Panathlon
Voce storica dei Gran premi di MotoGp, Guido Meda è sicuramente uno dei giornalisti rappresentativi dello sport italiano. La sua carriera è legata a doppio filo con la storia di Valentino Rossi e i suoi commenti sono stati seguiti da milioni di appassionati in tutto il mondo. Ospite del Panathlon Club Parma in un incontro organizzato all’Hotel San Marco, ha raccontato la sua carriera dagli esordi nel mondo dello sci.
«Mi rende estremamente felice - ha introdotto Stefano Frigeri, presidente del Panathlon Club Parma - iniziare il mio mandato come presidente con questo incontro con Guido Meda. I suoi commenti, che tutti abbiamo conosciuto, sono l’impersonificazione dello sport. È la voce del motociclismo italiano». Meda vanta una lunghissima carriera nel mondo del giornalismo sportivo e la sua carriera è iniziata, appena diciannovenne, come collaboratore per «Il Giornale» e l’agenzia «Ansa», occupandosi di sport e cronaca. Come giornalista sportivo non ha seguito solo il motociclismo, ma anche lo sci alpino e il ciclismo. Ha raccontato, tra le altre manifestazioni, tredici edizioni della coppa del mondo di sci alpino e tre dei giochi olimpici.
«Ho avuto la fortuna – prosegue il giornalista – di seguire lo sci quando Alberto Tomba ha iniziato a vincere e ho potuto raccontare un’era particolarmente significativa. La mia narrazione degli eventi era molto diversa dal solito. Se ho una maniera disinvolta di parlare lo devo sicuramente a Bruno Gattai. Non aveva la preoccupazione stilistica di essere un bravo telecronista ed è stato per me di grande ispirazione». Passa poi ad occuparsi di ciclismo documentando tre edizioni del Giro d’Italia come inviato della rete Mediaset, che nell’estate 1998 e 1999 gli affida la conduzione del programma Italia 1 Sport. Approda poi al mondo del motociclismo e alcuni suoi commenti, come «Rossi c’è!» esclamato al momento del taglio del traguardo, sono diventati dei veri e propri tormentoni. Una vera cifra distintiva del suo modo di raccontare le gare. «Faccio in modo – spiega Meda – che il racconto non dia mai nulla per scontato e il mio obiettivo è quello di catturare qualsiasi parte del pubblico. Scelgo sempre la strada della divulgazione: tolgo il difficile per lasciare il comprensibile. Il nostro è un lavoro forse marginale, certamente di accompagnamento, di illustrazione e spiegazione di cose che diversamente non a tutti sarebbero comprensibili».
Con il suo stile inconfondibile, il linguaggio semplice e i suoi racconti «fruibili» da tutti, la voce di Meda è diventata un’icona del motociclismo. «Non dobbiamo dimenticare – conclude – che il nostro lavoro funziona e può essere fatto solo grazie agli sportivi. Loro rischiano e io racconto in un modo molto diretto e franco, senza complicare troppo le frasi». Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche il giornalista Michele Gallerani e il vice presidente vicario del Panathlon Club Parma Aristo Isola.
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