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RINVIATO A GIUDIZIO

Quando lo stalker ha solo 20 anni e ricatta la ex: «Torna con me o mi uccido»

Quando lo stalker ha solo 20 anni e ricatta la ex: «Torna con me o mi uccido»

di Georgia Azzali

14 Marzo 2024, 03:01

Un'ombra che si allunga ogni giorno di più. L'autocommiserazione, la richiesta di perdono e poi il ricatto: «Se non torni con me, mi ammazzo». A vent'anni, Bianca (la chiameremo così), ha già conosciuto gli inganni dello stalker. Dell'ex fidanzato, poco più grande di lei, eppure già così ossessivo, manipolatore e spesso anche violento. Nel periodo in cui erano stati insieme Bianca aveva sperimentato anche le botte e la paura. Quando aveva deciso di lasciarlo, poi, era stata travolta da una valanga di messaggi, dalle richieste asfissianti di un ultimo incontro. Falsificando anche i profili social, lui aveva poi assillato parenti e amici cercando di convincerli a farsi messaggeri delle sue parole. Mesi che avevano rischiato di spezzarla, in cui si era spesso rifugiata nel cibo per trovare pace, finché aveva deciso di denunciare ciò che le stava trasformando la vita. E ieri il ragazzo - oggi 25enne, parmigiano - è stato rinviato a giudizio per stalking aggravato dal gup Gabriella Orsi.

Già dopo due-tre mesi dall'inizio del loro rapporto, lui si era rivelato per ciò che era: si irritava per nulla, alzava i toni e subito dopo anche le mani. «Aveva bisogno di sfogarsi e se la prendeva con me picchiandomi», ha raccontato Bianca nella denuncia.

Eppure, per quasi due anni aveva continuato a credere che le cose potessero cambiare. Poi, l'aveva trovata la forza di andare per la propria strada. Ed è cominciata la persecuzione. La prima mossa? Far sentire Bianca terribilmente in colpa minacciando il suicidio. Tanto che per un paio di mesi l'intimidazione aveva funzionato, visto che lei continuava a passare ore al telefono con lui per cercare di tranquillizzarlo.

Solo un bluff, invece. E così Bianca aveva deciso di cancellarlo del tutto dalla sua vita, bloccandolo sui social per evitare che lui si rifacesse vivo. Sia lui che lei, inoltre, avevano cominciato a frequentare altre persone. Ma a lei non era permesso sostituirlo, tanto che quando un giorno si erano incontrati, lui le aveva urlato: «P...a, non hai rispetto per me».

Aveva bisogno di aiuto, Bianca. Di chi si prendesse cura delle sue fragilità sempre più profonde. Così, verso la metà di novembre del 2022, aveva cominciato a farsi seguire da una psicologa e allo stesso tempo aveva bloccato di nuovo l'ex fidanzato sui social. E lui si era scatenato. Si era creato dei finti profili per inviarle fiumi di messaggi: «Chiedo umilmente scusa... sei una donna vera, hai sopportato tutto per me, qualsiasi cosa, sette anni che venivi dietro a questo mostro», sottolineava.

Ma Bianca non rispondeva, così era passato a tormentare parenti e conoscenti. Avrebbe voluto incontrarla e, per tentare di convincerla, aveva anche finto di essere seguito dalla stessa specialista della ragazza: «Io sono in terapia con la psicologa...: sia io che lei chiediamo, se possibile, di avere un'ultima conversazione con lei, mettere le cose in chiaro», aveva scritto alla sorella di Bianca.

Un giorno di giugno, poi, si era sentita improvvisamente in pericolo. Nella cassetta della posta aveva trovato un bigliettino con su scritto: «Mi manchi...». E poi il nomignolo con cui lui la chiamava quando erano fidanzati.

Qualche giorno dopo era tornata dai carabinieri. Poi, per lui era scattato il divieto di avvicinamento. Oltre che l'ordine di non avere più alcun contatto con Bianca. Anche inviando messaggi a parenti e amici.

Georgia Azzali

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