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Dissesto

Frane, restano chiuse quattro strade provinciali

Frane, restano chiuse quattro strade provinciali

di Beatrice Minozzi

18 Marzo 2024, 08:54

Quattro strade provinciali chiuse e quattro aperte a senso unico alternato. Sono otto le strade provinciali «sorvegliate speciali», oggetto di un sopralluogo avvenuto nei giorni scorsi da parte del delegato provinciale alla Viabilità, Giovanni Bertocchi, e del dirigente dell’ufficio manutenzione strade della Provincia, Gianpaolo Monteverdi, al quale hanno preso parte anche i sindaci dei territori coinvolti, tra cui Valentina Pontremoli, sindaco di Bardi, Angelo Peracchi, sindaco di Varsi, e Francesco Mariani, primo cittadino di Compiano.

E’ infatti ancora critica la situazione sulle strade provinciali dopo che le piogge di fine febbraio hanno riattivato alcune criticità idrogeologiche che in alcuni casi hanno interessato la rete viaria della Provincia. Restano chiuse al traffico la strada provinciale 48 che collega la statale della Cisa a Terenzo, la Sp 84, che collega Corniglio a Tizzano, la Sp di Calestano, fino a Vigolone e la 66 di Compiano.

Sono invece aperte a senso unico alternato la Sp 40 di Lago di Corniglio, la Sp 13 di Corniglio, la Sp 28 tra Varsi e Bardi ed è stata recentemente riaperta, ma appunto a senso unico alternato, la Sp 359 tra Bedonia e Santa Maria del Taro nel Comune di Tornolo.

«La Provincia è al lavoro – conferma Bertocchi: le ditte incaricate stanno asportando la terra a monte delle frane al fine di ridurre la massa spingente che minaccia le carreggiate, ma le condizioni dei terreni impregnati di acqua rendono difficoltoso l’operare dei mezzi. Insieme alla Protezione Civile ed ai sindaci dei Comuni interessati dagli smottamenti stiamo anche provvedendo ad effettuare un servizio di vigilanza h 24 nei tratti stradali interessati dal senso unico alternato, in modo da garantire la sicurezza per chi si trova a transitare sulle strade».

Bertocchi spiega poi che nei prossimi giorni sono previsti «ulteriori sopralluoghi durante i quali insieme ai geologi valuteremo gli effettivi danni e le possibili soluzioni per la riapertura, almeno a senso unico alternato, delle strade chiuse».

«Sarà sicuramente necessario effettuare lavori importanti, con investimenti altrettanto importanti che però non abbiamo ancora quantificato» conclude.

Beatrice Minozzi

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