CROCE ROSSA
Le loro divise rosse, riconoscibilissime e, dietro di loro, lo sfondo di una piazza San Pietro soleggiata: sono tutti sorridenti.
Emozionati, così raccontano, per aver celebrato i 160 anni della Croce Rossa Italiana a Roma, insieme a Papa Francesco.
Si tratta dei tantissimi volontari che, da tutta Italia, hanno partecipato allo straordinario evento, moderato da Eleonora Daniele ed Emanuele Geroldi, che ha visto 6mila, tra volontarie, volontari e personale dipendente della Croce Rossa Italiana ritrovarsi per ascoltare le parole del Sommo Pontefice. Assieme a quei 6milavolontari nell’aula Nervi, erano presenti anche circa sessanta rappresentanti dei comitati di Parma e provincia (oltre a Parma, con anche le sue sedi di Berceto e Monchio delle Corti, volontari di Palanzano, Fontanellato, Soragna, Sorbolo, Tizzano Val Parma), donne e uomini che ogni giorno dedicano se stessi all’aiuto del prossimo. Era presente anche il presidente della Cri di Parma, Giuseppe Zammarchi: «L’evento ha rappresentato un importante momento di condivisione, confronto e riflessione per tutti quanti. - ha commentato Zammarchi -. Siamo orgogliosi di quello che facciamo ogni giorno per la nostra comunità, sia a livello locale che regionale, nazionale ed internazionale».
Così ecco rievocate le più grandi «sfide» nazionali e internazionali che negli ultimi tempi la Croce Rossa ha affrontato: la lotta al Covid, partendo proprio dal comitato di Bergamo Interland, primo ad essere travolto da questa pandemia, passando poi per le missioni nei territori dell’Ucraina sconvolti dalla guerra, opera che tutt’ora prosegue ininterrotta, continuando con l’emergenza migranti presso l’Hot Spot di Lampedusa, affidato negli ultimi anni a Croce Rossa, passando dall’alluvione in Emilia-Romagna in cui anche tanti volontari di Parma hanno lavorato duramente per aiutare la popolazione stravolta anche per le innumerevoli frane che hanno colpito il territorio della Romagna, senza dimenticare l’alluvione in Toscana, per arrivare poi alla guerra in Israele e nei territori occupati della Palestina, anche qui Croce Rossa Italiana si sta adoperando per portare aiuti umanitari fondamentali. Un'opera straordinaria, che ha ispirato anche le parole di Papa Francesco: «Quello che svolgete è un servizio insostituibile - ha dichiarato il pontefice - nelle aree di conflitto e nelle zone colpite da disastri ambientali, nell’ambito della formazione e della salute, così come per quello che fate a favore dei migranti, degli ultimi e dei più vulnerabili, voglio incoraggiarvi a proseguire in questa grande opera di carità che abbraccia l’Italia e il mondo». Bergoglio ha poi aggiunto: «Possa la Croce Rossa restare sempre simbolo eloquente di un amore per i fratelli che non ha confini, né geografici, né culturali, sociali, economici o religiosi».
Abbiamo ben impresse nella memoria collettiva quelle divise rosso intenso che si muovono nelle zone di emergenza, le vediamo correre in ambulanza sulle strade delle nostre città, sapendo rispondere «presente» ad ogni emergenza o richiesta d'aiuto. Importante allora l'esortazione di papa Francesco alla Croce Rossa «di continuare a stare accanto ai fratelli e alle sorelle che hanno bisogno, con competenza, generosità e dedizione, soprattutto in un tempo in cui crescono, come zizzania, il razzismo e il disprezzo».
Da Parma, all'Italia, a tutto il mondo: «La Croce Rossa svolge un grandissimo lavoro di squadra, non solo collaborando con tutti i comitati ma anche con tantissimi enti ed associazioni - ha concluso il presidente Giuseppe Zammarchi -. Anche questo rappresenta per tutti quanti noi un motivo di orgoglio ed uno sprone per fare sempre meglio. Tutte le ragazze e i ragazzi con cui ho parlato porteranno a casa un’esperienza che li ha arricchiti e resi fieri di quello che fanno». Ragazzi che già restituiscono una lezione importante: «Mi sono sentita orgogliosa - ha raccontato una giovane volontaria che ha partecipato all'evento - e privilegiata di fare parte dell'associazione umanitaria più prestigiosa al mondo».
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