×
×
☰ MENU

Davighi e Fantoni

«La campagna sui social delle Terme invita a non venire a Tabiano»

«La campagna sui social delle Terme invita a non venire a Tabiano»

17 Aprile 2024, 03:01

«I tabianesi e le loro strutture commerciali sono soli. L’ennesima prova di questo è la campagna social di promozione delle Terme di Tabiano in atto proprio in questi giorni».

Esordiscono così i consiglieri Andrea Davighi (Lega) e Filippo Fantoni (FdI), in merito alla comunicazione social delle Terme tabianesi «che promuovono l’uso da casa delle acque termali, senza bisogno di muoversi verso la cittadina termale, perché “i bimbi possono sentirsi a proprio agio nel loro ambiente domestico e il trattamento termale risulta più comodo, più piacevole e meno stressante” e “senza necessità di costosi spostamenti”. Il tutto senza mai ricordare o segnalare che, con l’utilizzo dell’acqua termale di Tabiano in bottiglia, si ha una riduzione dell’effetto curativo di almeno il 40-50%, e che quindi perché le cure abbiano il loro migliore risultato occorre farle allo stabilimento di Tabiano, con l’acqua che sgorga direttamente dalle fonti Arvé e Pergoli».

«Che senso ha – proseguono Davighi e Fantoni – che le strutture alberghiere e i piccoli negozi facciano sforzi e investano risorse se le Terme, che sono il volano principale se non esclusivo di questa ricchezza per il territorio, si muovono nel loro interesse privato ma contro gli interessi pubblici? Chi tutela gli interessi pubblici? Non il privato Tst: prima si è concentrato per il suo ambito di azione di marketing solo sul termale di prossimità, poi ha escluso gli spostamenti delle famiglie con bambini».

«Senza contare - proseguono - che gli otorini dello stabilimento Respighi, durante la visita di accesso alle cure, invitano i curandi che vengono da fuori regione per il primo ciclo, in particolare dalla Lombardia, a recarsi per i cicli successivi al Centro Inalatorio InAcqua di Piacenza che usa acqua di Tabiano in bottiglie e afferisce allo stesso gruppo Tst. Tst gioca la sua partita privata, con un occhio solo ai propri interessi, è evidente. Ma chi gioca la partita del territorio e degli albergatori? Chi li garantisce?».

«Il sistema alberghiero - proseguono i consiglieri comunali - ha sempre dimostrato di essere reattivo ma, da solo, non ce la fa più: le chiusure alberghiere continuano incessanti, le attività commerciali sono ormai scomparse del tutto, essendo crollata la presenza turistica e non essendo sufficienti i residenti locali a garantire consumi necessari al loro mantenimento. Vogliamo riportare il termalismo tradizionale ad essere un cardine dell'offerta, con una copertura via via maggiore dell’erogazione dei servizi termali sia in termini di continuità che di quantità, per residenti ed ospiti, che attirati dalle nuove opportunità del territorio, potranno riavvicinarsi a questi concetti così da approfittare e risolvere tematiche altrimenti gestibili solo con presidi sanitari? Vogliamo diffondere il concetto che stare bene qui non si lega solo al vivere un soggiorno inclusivo ed entusiasmante, ma può produrre anche un periodo di benessere più prolungato una volta rientrati nel luogo di origine? Purtroppo il gruppo Tst - concludono - sta andando in una direzione completamente contraria a tutto quanto servirebbe per il rilancio del nostro territorio e agli indirizzi politici dell’attuale amministrazione».

r.c.

© Riproduzione riservata

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI