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Appennino

Dopo le piogge, è già tempo di funghi

Dopo le piogge, è già tempo di funghi

di Monica Rossi

19 Aprile 2024, 03:01

Grazie alle piogge al momento giusto e poi al caldo quanto basta, il pregiato prugnolo ha fatto capolino sulle tavole con un mese di anticipo sul calendario abituale.

È infatti dai primi di aprile che il prelibato fungo primaverile fa parlare di sé, mentre in genere se ne parla dopo la seconda decade del mese e la stagione arriva poi fino ai primi di maggio.

Pressoché superfluo aggiungere che gli habitué della raccolta (e ovviamente delle scorpacciate con pasta fresca e uova strapazzate o in frittata) ci sono andati a nozze non appena il tam-tam della crescita si è fatto insistente.

Ma dove cresce questo fungo? Generalmente tra le siepi di rosacee o tra i pruni, così come nell’erba nei prati o ai margini dei boschi nelle inconfondibili fungaie note come «cerchi delle streghe».

Delicato al palato, profumatissimo e color crema intenso, il prugnolo è da sempre ricercatissimo (sebbene fino a pochi anni fa era davvero poco conosciuto fuori dai confini della montagna) e anche quest’anno, in Appennino, ha superato le quotazioni di sua maestà il porcino: al mercato settimanale di Borgotaro, ad esempio - dove però si chiama «spinarolo» così come a Bedonia -, c’è chi li vende a 30 euro al chilo (bisogna però essere fortunati e arrivare in tempo, perché vanno a ruba), ma in genere il prezzo di questi funghi supera abbondantemente i 40 euro con punte di 60 (parola di commerciante). Tutto questo, però, ci riporta all’annosa questione: anche chi va a funghi primaverili deve fare il tesserino? Certo che sì. E i tesserini giornalieri sono in vendita? Ahinoi, no. Siamo alle solite. Morale: chi va a funghi senza tesserino, non dovrebbe (condizionale d’obbligo) essere multato perché l’emissione non è attiva. Attenzione però: tesserino o meno, quantità giornaliere e dimensioni vanno sempre rispettati. Secondo la norma, infatti, ogni persona può raccogliere fino 1 kg di prugnoli al giorno e gli esemplari devono superare i 2 cm. Chi invece punta su altre varietà, può arrivare a 3 kg. Quali? In questa stagione, a far capolino sono morchelle, verpe e gambe secche. «Il bosco ci dà tante opportunità: ricordiamoci che non c’è solo il prugnolo», afferma Mauro Delgrosso di Forma Futuro, che lo scorso 16 aprile con lo chef Alma Fulvio Vailati Canta ha organizzato l’evento «I funghi spontanei freschi o conservati come promotori di un territorio».

Monica Rossi

© Riproduzione riservata

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