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Ha avuto il suo daffare la presidente Gabriella Corsaro a gestire la commissione consiliare sugli spazi acqua, alla quale hanno partecipato una ventina di rappresentanti delle società sportive. L’assessore allo Sport, Marco Bosi, ha descritto la situazione: nelle piscine coperte ad uso pubblico, Parma ha una dotazione attuale di 28 corsie da 25 metri (80,14 ogni mille abitanti, seconda in Regione solo a Piacenza), distribuite negli impianti «Onesti» di Moletolo (unico dotato di una piscina scoperta olimpionica da 50 metri), «Ercole Negri» al Campus, «Martino Pizzetti» accanto all’Efsa ed ex Coni in viale Rustici. A questi si aggiungerà presto (nell’inverno prossimo) la piscina più piccola della scuola «Corazza», ristrutturata con i fondi Pnrr.
«Il problema – ha fatto notare Bosi – è che alcuni spazi come la ex Coni non sono nati per attività agonistica, e con la chiusura della piscina Ferrari è venuto a mancare il riferimento principale per le società che non hanno impianti da gestire. Per la prossima stagione aumenteranno gli spazi acqua del Comune alla Piscina Pizzetti».
Critico l’intervento del consigliere Salzano che si è detto «preoccupato per l’equilibrio precario della disponibilità di impianti, in assenza di certezze nei tempi di ricostruzione della piscina di via Zarotto, e per lo stanziamento a bilancio di soli 3,6 milioni di euro a fronte di un costo almeno triplo per la realizzazione dell’opera, con l’ipotesi di riapertura nell’autunno del 2027». Da Laura Cavandoli è arrivato l’appello a «tutelare il mondo natatorio, garantendo la sostenibilità economica agi operatori».
«La nostra attenzione al nuoto è massima – ha ribadito Bosi – tanto che il Comune investe un milione ogni anno fra contributi di gestione e acquisto di spazi acqua a prezzo convenzionato». Degli effetti della chiusura di via Zarotto ha parlato Andrea Avanzini, delegato provinciale Fin: «Dopo la chiusura che ha creato grossi problemi – ha spiegato – si è trovato un parziale e faticoso equilibrio con il trasferimento dell’attività in viale Rustici, che tiene in piedi il mondo natatorio per effetto del calo dei praticanti, che alla Ferrari registravano quasi un migliaio di accessi al giorno».
Giusy Ferrara di Hera Sport ha ricostruito le faticose vicende dell’ex Coni: la fatica a ritrovare la fiducia degli utenti dopo il precedente fallimento e l’impossibilità a fare fronte ad ingenti spese di manutenzione straordinaria, che renderebbero necessario un intervento del Comune. Intervento che l’assessore Bosi ha definito impossibile perché illegale.
Che per i gestori la coperta sia sempre più corta lo ha ribadito Gianluca Gualdi di Coopernuoto, gestore di Moletolo, che ha sottolineato la necessità di ottimizzare l’uso degli spazi esistenti, perché ogni corsia costa al gestore 28 euro l’ora. Il presidente del consiglio Michele Alinovi, che ha ribadito la proposta – valutata positivamente da Bosi – di procedere alla demolizione della vecchia piscina di via Zarotto per anticipare i tempi.
In chiusura della lunga seduta gli assessori Francesco De Vanna e Marco Bosi hanno illustrato le prospettive per la ricostruzione della piscina di via Zarotto. I fondi stanziati dal Comune assommano a 3,7 milioni di euro, sarà quindi necessario un coinvolgimento dei privati nella costruzione e gestione per un’opera che costerà dai 10 ai 13 milioni di euro. Si tratta ora di decidere se procedere alla ristrutturazione (con un risparmio di circa il 10% ma anche con tante incognite) oppure di abbatterla e di ricostruirla. Si sta pensando a tre vasche (la grande da 25 metri). Sarà un impianto adatto all’attività di allenamento agonistico, adatto alla pratica per tutti, dotato di uno spazio fitness per far tornare i conti. Il progetto e i tempi sono ancora tutti da definire, ma finalmente qualcosa comincia a muoversi per il destino della «Ferrari».
Antonio Bertoncini
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