PATTEGGIAMENTO
«Massaggiatore olistico»: l'insegna a fianco del portone di casa, con studio privato, prometteva il benessere sperato. E Daniela (la chiameremo così), 27 anni, era sicura di aver trovato il professionista giusto per sciogliere quelle contratture che le facevano dolere collo e spalle. D'altra parte, era stata la sua personal trainer a suggerirle quel nome dal quale aveva già inviato altre clienti. E lei si era stesa tranquilla su quel lettino, l'aveva anche assecondato quando le aveva chiesto di sfilarsi il reggiseno, ma poi si era ritrovata le sue mani che indugiavano nelle parti intime e la bocca appoggiata sul seno. Era fuggita via, con una sensazione di disgusto che l'ha perseguitate per mesi, ma qualche giorno dopo era andata a fare denuncia. E ieri il massaggiatore - 57enne, residente in provincia, che ha trascorso anche un periodo ai domiciliari - ha patteggiato 2 anni per violenza sessuale. Il giudice, su richiesta della difesa, ha sostituito la pena detentiva con lavori di pubblica utilità: non meno di 6 ore alla settimana in cui farà volontariato per la Croce Rossa.
Nemmeno un anno è passato dall'appuntamento. Un unico incontro per capire chi era quell'uomo, che - scoprirà poi - era stato amico del padre. Le era bastato inviare un messaggio, il 7 settembre scorso, per fissare una seduta già per il giorno dopo. L'aveva fatta sdraiare sul lettino lasciandole solo reggiseno e slip, poi aveva cominciato a massaggiarle i piedi. Forse avrebbe dovuto stupirsi, visto che i suoi problemi erano localizzati a livello cervicale. Ma il «massaggio olistico» avrebbe potuto comprendere anche quello, aveva pensato.
Poi erano cominciate le domande sulla vita privata: Daniela le aveva detto che il suo matrimonio era finito da qualche tempo e lui si era affrettato a spiegarle che stava per separarsi. Toni confidenziali, nonostante quello fosse il primo appuntamento. Così sicuro di sé - e spregiudicato - che poco dopo aveva sfiorato le sue parti intime e aveva continuato massaggiandole il sedere, seppure sopra gli slip. E con tono mellifluo era partito con una serie di complimenti: «Sei bella, hai un bel fisico, l'ho sempre detto a tuo papà che sei una bellissima ragazza. Passerei tutto il giorno a massaggiarti».
Si sentiva a disagio, Daniela. Imbarazzata e infastidita da quell'atteggiamento, ma allo stesso tempo si sentiva in parte rassicurata dal fatto che l'uomo fosse stato un amico del padre che aveva perso. E lui aveva continuato con quel suo massaggio sempre più «profondo». Suggellato da un bacio sulla mano. Infine, le aveva chiesto di togliere il reggiseno, e Daniela aveva acconsentito. «Ero in stato confusionale», aveva poi spiegato ai carabinieri. E così aveva cominciato a palpeggiarla con sempre più insistenza. Daniela era stizzita, eppure si era sentita sussurrare: «Sei in estasi?». «No», gli aveva risposto con pacatezza.
Una calma gelida. Che lo aveva fatto bloccare. Mentre lei aveva raccolto in fretta i suoi vestiti ed era sgusciata via.
Georgia Azzali
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