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IL CASO

«Vietato avvicinarsi al fiume»: polemica in Valtaro per i nuovi cartelli

«Vietato avvicinarsi al fiume»: polemica in Valtaro per i nuovi cartelli

di Monica Rossi

06 Agosto 2024, 09:49

Il proverbiale sasso nello stagno (o meglio, nel fiume) lo ha gettato Gianmarco Bozzia, il celebre «cacciatore di cascate» e volto noto delle Valli Magiche, che senza troppi giri di parole (e intercalari coloriti) si è scagliato su Facebook contro i cartelli apparsi tra la sera e la mattina dello scorso weekend in un lungo tratto fluviale del Taro che va dal tratto poco sopra il Lido del Groppo a Santa Maria del Taro, interessando i territori comunali di Bedonia e Tornolo.

«Mauro Corona dice che bisogna proteggere i montanari dai “protettori” della montagna – ha tuonato nel suo video-denuncia -. E per “protettori” intendo funzionari e burocrati che farebbero meglio a cambiare lavoro. Si sono inventati la novità dei cartelli che di fatto vietano l’accesso al fiume, ma lo fanno senza fornire alcuna spiegazione».

Vietato perché le acque sono inquinate? Perché c’è la peste suina? Perché è pericoloso fare il bagno? «Non è dato sapere – dice Bozzia -. Una scelta inspiegabile che vanifica gli sforzi fatti da quanti si sono impegnati in questi anni a portare turisti nella nostra montagna». Bozzia cita ad esempio ai ragazzi del Lido del Groppo, che si sono dati un gran da fare per portare su turisti dalla città. Senza dimenticare l’Associazione di pesca sportiva Pietra Arenaria, che con il Comune di Bedonia ha rivitalizzato il settore ittico. «Questi cartelli sono demenziali e visto che non forniscono alcuna spiegazione, invito tutti alla disobbedienza civile».

I cartelli, affissi «nella notte» stando al sindaco di Tornolo Renzo Lusardi, vietano l’accesso ai non autorizzati in zone da sempre frequentate da bagnanti e pescatori. «Una decisione discutibile presa peraltro senza aver consultato i sindaci del territorio – dichiara il consigliere regionale del Pd Matteo Daffadà -. Mi risulta comunque che i cartelli affissi siano solamente tre, ma tant’è sono bastati per l’alzata di scudi, che condivido nel merito ma non nei toni. Detto ciò, ho già contattato l’assessore regionale alla Protezione civile Irene Priolo affinché si riveda il provvedimento. Siamo ai primi di agosto e benché da tempo esista una specifica normativa regionale che vieta di fare il bagno nelle acque dolci e dunque in fiumi e laghi (da sempre disattesa, ndr), questi avvisi sbarrano di fatto l’accesso alle zone fluviali in un periodo dell’anno cruciale per il turismo locale».

I cartelli, dunque, affissi dall’Agenzia per la sicurezza territoriale e Protezione civile della Regione, sono sotto esame e si spera in un repentino dietrofront, sebbene – come ribadito dalla delibera di Giunta 504/2024 - in tutto il territorio dell´Emilia-Romagna non esistono acque interne individuate come acque destinate alla balneazione anche perché sui fiumi e laghi della Regione non viene effettuato il monitoraggio per la tutela della salute dei bagnanti. Ma intanto, se tanto ci dà tanto… con l’estate che continua a essere rovente c’è da aspettarsi che i divieti saranno del tutto disattesi dai bagnanti locali e dai turisti che tra il caldo e i cartelli sceglieranno le fresche acque del Taro.

Monica Rossi

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