Elezioni regionali
Pronto a rimettersi in gioco, rispondendo all'appello lanciato dal leader del partito Matteo Salvini in vista delle elezioni regionali.
Fabio Rainieri da due legislature (pari a dieci anni) tiene alta la bandiera della Lega in Regione, oltre a ricoprire l'incarico di vice presidente dell'assemblea legislativa. Ora è pronto a rimettersi in campo per la terza campagna elettorale consecutiva.
La strada è in salita, ma lo storico esponente del Carroccio spera di garantire al partito, e al territorio di Parma, la conquista di un seggio nel parlamentino di viale Aldo Moro a Bologna.
«Ho dato la mia disponibilità alla candidatura», assicura Rainieri, imprenditore agricolo di 56 anni, che è stato anche eletto a Montecitorio nella XVI legislatura. Sempre tra le fila della Lega. «Sono convinto che Parma abbia bisogno della lista più forte possibile per mantenere almeno un rappresentante leghista in consiglio regionale. C'è quindi bisogno di tutti quegli esponenti che conoscono il territorio e che sono in grado di portare voti al partito».
Rainieri sa però che il partito non ha più il vento in poppa come alle scorse regionali. «La Lega oggi è in rincorsa, ma è in buona salute. Per questo Parma deve aspirare a mantenere almeno un seggio in Regione».
Nonostante le difficoltà, il consigliere uscente è ottimista: «Alle scorse regionali avevo quasi raddoppiato le preferenze. Ora sono pronto ad essere nuovamente valutato dagli elettori».
Nel tracciare un bilancio sintetico del suo mandato, afferma: «Sono soddisfatto per essere riuscito a portare fondi a favore dei Comuni del territorio, dopo i vari dissesti, con atti a mia prima firma. Sono contento di essere stato determinante per gli interventi a favore del rilancio dell'aeroporto».
E ancora, parlando sempre dello scalo ducale: «Si deve andare avanti con convinzione e senza commettere errori perché i detrattori che lo vorrebbero non tanto limitare ma eliminare sono ancora molti».
Nel corso dei suoi mandati si è dedicato in particolar modo al tema dell'agricoltura. «La Regione Emilia-Romagna è troppo ossequiosa rispetto all’indirizzo iperambientalista del Green Deal dell’Unione europea. Servirebbe più concretezza e più ascolto degli operatori agricoli per venire incontro alle loro esigenze. Agricoltori e allevatori non sono assassini, torturatori e inquinatori senza scrupoli come vengono dipinti da una fortissima campagna denigratoria nei loro confronti».
La diga di Vetto è un altro tema chiave per Rainieri: «Sarà fondamentale che abbia dimensioni tali da essere utile per gli usi plurimi». Poi lancia una stoccata alla Regione. «Non può infatti esserci grande fiducia sulla volontà di realizzarla da parte di un Partito democratico che si allea con i più accesi detrattori della stessa diga, gli ambientalisti presenti tra Avs e 5 stelle».
Duro anche il giudizio sull'operato della giunta regionale uscente nel campo della sanità. «Il peggioramento della sanità emiliano-romagnola è dovuto all’incapacità di investire adeguatamente su personale e strumentazioni e di un rapporto squilibrato con la sanità privata».
Rainieri poi torna a parlare di dissesto idrogeologico. «L’alluvione in Romagna, ma anche i tanti fenomeni di minore entità che accadono tutti gli anni, dimostrano l’arretratezza riguardo alle opere in grado di limitare i danni derivanti da questi eventi calamitosi».
A questo punto, l'esponente leghista esprime un giudizio lapidario sul presidente uscente, Stefano Bonaccini, e sulla sua Giunta: «Molte ombre e poche luci».
P.Dall.
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