Testimonianza
«Continuo a pensarci, a rimuginare: come è stato possibile che io abbia affidato i miei bambini, la cosa più importante della mia vita, a una persona che ha saputo fare una cosa del genere?».
Si dice che l'amore di una madre osa tutto: ma la mamma di Traversetolo che ripensa a quelle settimane in cui Chiara Petrolini, ogni giorno nel mese di maggio, ha frequentato la sua casa come baby sitter si sente smarrita. E ora, a ripensarci, rabbrividisce: «Era referenziata, mi è stata consigliata da un amico e devo ammettere che è sempre stata bravissima, attenta, premurosa. I miei bambini si trovavano benissimo».
Già, e pare impossibile che sia la stessa ragazza che ha preso il proprio bimbo appena nato e l'abbia posato sull'erba del prato dietro casa o che ne ha sepolto un altro a due passi, proprio sotto le finestre da cui si affacciava ogni giorno. «Non si poteva di certo immaginare che fosse incinta, era una ragazza allegra e tranquilla», prosegue la mamma che si dice «traumatizzata». «Per tre settimane si è occupata dei miei bambini, mi aspettava al ritorno dal lavoro e io non ho mai avuto nulla da ridire, nemmeno la minima lamentela. Era normalissima».
Anche se in questa storia non c'è davvero nulla di normale.
lu.pe.
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