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Da Thuram a Bonny

Parma torna a essere la «piccola Parigi»

Parma torna a essere la «piccola Parigi»

di Marco Bernardini

16 Novembre 2024, 03:01

L'esordio di Bonny nell'Under 21 del suo Paese ha riacceso i riflettori sulla felice tradizione che, a partire dagli anni Novanta, unisce i calciatori transalpini al Parma. Senza scomodare la storia e l'influenza dei «cugini» sulla nostra città già dalla seconda metà del Settecento, si può dire che, in ambito calcistico, la società gialloblù abbia spesso pescato bene dalla Francia.

L'ultimo talento della lista è proprio «Angelo», già autore di quattro gol nelle prime dodici giornate e terzo più giovane nei maggiori cinque campionati europei ad aver raggiunto questa cifra dopo Lamine Yamal (luglio 2007) e Jhon Duran (dicembre 2003). E non è tutto perché, grazie al primo positivo scorcio di stagione, il ragazzo di Aubervilliers, che lo scorso 25 ottobre ha compiuto 21 anni, a meno sette dalle cento presenze complessive, è arrivato a 13 reti totali in Emilia, che gli permettono di eguagliare, tra i suoi connazionali, Micoud e superare Boghossian e Lamouchi. Ora nel mirino c'è il primatista Biabiany, che in tre differenti riprese si è guadagnato la palma di miglior marcatore d'Oltralpe nel Parma a quota 21 centri.

Una colonia, ora di nuovo folta, che include nell'attuale rosa anche Woyo Coulibaly e Antoine Hainaut, altre due note liete nei primi mesi di serie A, oltre a Wylan Cyprien, al momento fuori lista, e Gabriel Charpentier, nato in Congo ma cresciuto alle porte di Parigi.

Leggende
Chissà se, fin da piccoli, speravano di emulare le gesta di chi si è costruito le fortune in Italia e ha scritto la storia del club ducale. Tanti i «mostri sacri» che si sono imposti a Parma: il primo in assoluto Lilian Thuram, campione del mondo in casa nel 1998, cercato anche da Fiorentina e Juventus, che dal 1996 al 2001 giocò 228 partite formando una linea Maginot con Buffon e Cannavaro. A proposito di Buffon, nell'estate 2001 la dirigenza sceglie al suo posto Sebastien Frey che si fermerà per quattro stagioni (159 i gettoni) fino all'indimenticato spareggio salvezza di Bologna. Uno dei più forti in assoluto è stato sicuramente il centrocampista Alain Boghossian (anche lui in trionfo a Saint-Denis), frenato dagli infortuni, che nell'agosto '99 realizzò al 92' il gol decisivo a San Siro per la conquista della Supercoppa Italiana, la terza Coppa in cento giorni. In mezzo al campo ha lasciato un buon ricordo pure Sabri Lamouchi, che dal 2000 al 2003 collezionò 123 apparizioni impreziosite da dieci centri, tra cui uno alla Juve di Buffon nel marzo 2002.

Meteore
Qualcuno, però, ha tradito le aspettative: è il caso, ad esempio, di Martin Djetou, che da erede designato di Thuram si ritrovò a intentare una causa contro il Parma, dove militarono con poca fortuna, rispetto alle premesse, i vari Bravo, Pedros, Karamoh e Aliou Traoré, una vera comparsa da 38' sotto le gestioni Maresca e Iachini nel 2021-22.

Futuro
Non considerando Benalouane e Belfodil, che hanno scelto di difendere i colori di Tunisia e Algeria, il futuro continuerà a parlare francese: il Parma ha già tesserato, in vista della prossima estate, l'esterno del Le Havre, Antoine Joujou, classe 2003, pronto ad aggiungersi ad un elenco ricco, variegato e che, soprattutto, profuma di storia.

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