Il racconto di un autista della Tep
«Appena sono saliti ho subito intuito che avrebbero potuto creare problemi. Purtroppo non mi sono sbagliato». L'esperienza, dopo anni al volante di un bus, quasi sempre aiuta a prevenire i guai. Ma se qualcuno cerca guai ad ogni costo è tutto inutile: non si può fare altro che ridurre i danni.
«Ero partito da Sant'Ilario ed ero diretto a San Secondo e quando sono arrivato in viale Mariotti, erano da poco passate le 19.30», racconta l'ennesimo dipendente della Tep vittima di una aggressione nei giorni scorsi. E ancora adesso, a rivivere quei momenti, l'ansia gli torna a vibrare nella voce.
«Quel giovanissimi sono saliti in massa e hanno iniziato a strepitare, a urlare - prosegue il conducente che rinchiuso nel suo bozzolo di plexiglas si è diretto verso via Emilia. «Poco dopo ho sentito un forte odore di fumo e un passeggero mi ha avvisato che dei ragazzi avevano acceso delle sigarette a bordo». Inutile dirlo: è assolutamente proibito. E l'autista l'ha ricordato a quei giovani che invece che spegnerle hanno iniziato a inveire e minacciare. «Hanno cominciato con le offese. E ben presto sono passati a frasi ben peggiori: “ti ammazziamo”, “ti tagliamo la gola” e tutto il repertorio di casi come questi».
Frasi di ragazzini? Non proprio: soprattutto dopo che l'autista, ormai preoccupato, ha composto il 112 chiedendo l'intervento dei carabinieri. «Loro hanno sentito e si sono infuriati ancora di più. All'arrivo a San Secondo, quando il bus era ormai vuoto, hanno prima provato a rompere una bottiglia di vetro a bordo. Poi, non riuscendoci l'hanno scagliata verso di me, sfiorandomi solamente». E infine, non paghi, sono scesi sputando sui vetri e prendendo a calci il mezzo.
«Poi sono arrivati i carabinieri a cui ho raccontato l'accaduto, mentre il giorno successivo sono andato a sporgere denuncia», è la conclusione. A bordo del mezzo ci sono le telecamere e ora sono in corso accertamenti. La speranza è che si arrivi presto ad una identificazione. Ma restano la rabbia, l'amarezza. «Io riprenderò servizio sul mio bus: ma lo ammetto, non sono tranquillo. Queste cose non dovrebbero succedere».
Il commento di Tep
Il presidente di Tep, Roberto Prada, premettendo che non era a conoscenza dell'aggressione, ribadisce il «forte e continuo impegno di Tep che ha incontrato di recente anche l'Amministrazione. Il diritto dei lavoratori è quello di operare in sicurezza e stiamo lavorando. Ma per risolvere questi fenomeni non basta la repressione, ma serve anche uno sforzo di tipo sociale».
Luca Pelagatti
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