Notti al gelo
Freddo, umido e gelo. Come se non bastasse, il cielo minaccia nevicate anche in pianura. E con le temperature sottozero, dormire all'addiaccio è una tortura. Ecco perché c'è chi lancia l'allarme con una domanda rivolta al Comune. «Perché il Cornocchio è chiuso?». A parlare è un volontario di un'associazione cittadina che, per denunciare il problema, si è rivolto anche alla Gazzetta di Parma.
Alle critiche del volontario replica però Ettore Brianti, assessore al Welfare, con una serie di progetti dell'amministrazione per contrastare l'emergenza freddo, a partire dall'imminente inaugurazione - attesa in settimana - di un nuovo dormitorio in via Buffolara con una ventina di posti letto a disposizione dell'emergenza freddo.
Notti all'addiaccio
«Chiedo al Comune di spiegare perché il dormitorio invernale del Cornocchio non sia stato aperto». A domandarlo è un volontario che preferisce restare anonimo. Di notti gelide ce ne sono già state parecchie, siamo in inverno inoltrato, ma il dormitorio del Cornocchio ha ancora le porte chiuse. «La trovo una questione grave e scandalosa - afferma - e questa è una situazione che dura da diverso tempo, da almeno un anno e mezzo».
All'interno della struttura ci sarebbero circa 20 posti letto, stanze calde in cui cercare di riposare, spazi al chiuso in cui sentirsi al riparo. Chi vive in strada non chiede nulla di più. «Una branda e una coperta calda», spiega chi fa la segnalazione, riportando quello che, da anni, vede in stazione e per le strade della città. Con lui, i senzatetto si confidano, spiegando che per loro è fondamentale che ci siano dormitori in cui riuscire a passare la notte. Perché quando il sole cala «sembra di gelare completamente».
Povertà in crescita
L'operatore di strada parla di una vera e propria emergenza: «In poco tempo le persone che richiedono il pasto caldo e le coperte a noi volontari sono aumentate. L'anno scorso portavamo con noi 100 sacchetti con tutto l'occorrente da consegnare a chi ha più bisogno: da qualche mese sono ben 150».
Una ventina di posti letto in più al Cornocchio «non risolverebbero totalmente il problema», ma andrebbero ad alleggerire una situazione già molto difficile e complessa. Tanto che il volontario non può che pensare al peggio. «Prima o poi, mi dispiace dirlo, ma troveremo qualcuno morto congelato». È emblematica «la situazione al Ponte nord - continua il volontario -, definita indecorosa per la città. Ma basterebbe poco per risolverla: dei dormitori decenti e sufficienti per tutti i senza tetto».
Perché, allora, il dormitorio del Cornocchio è ancora chiuso? «L'amministrazione - rivela l'uomo - aveva risposto che il dormitorio era chiuso perché dovevano essere svolti alcuni lavori, ma da qual momento sono passati parecchi mesi».
In città, ci sono diversi dormitori: ad esempio il Comune mette a disposizione quello maschile in strada Santa Margherita e quello femminile in via Saffi. Poi c'è la rete Caritas. Ma «non bastano», fa notare.
Il problema degli orari
Il volontario riflette su alcune criticità che riguardano tutti i dormitori invernali: dagli orari. «Si può entrare massimo fino alle 20» e «solo se si hanno con sé i documenti», all'apertura generale che avviene «quando già è pieno inverno». Gli spazi a disposizione dei senzatetto, infatti, «vengono aperti i primi di dicembre e chiusi il 30 marzo, ma gli altri giorni dell'anno? Da ottobre a dicembre non fa freddo? Tutti gli anni è sempre la stessa storia». Così propone alle diverse associazioni di volontariato che si occupano delle persone senza dimora di «chiedere un confronto con l'amministrazione», per «trovare soluzioni adeguate e per tutti». Basterebbe poco: una brandina, una coperta calda e un tetto sulla testa. «Perché anche venti posti letto -è sicuro il volontario - possono fare la differenza».
Un tetto per l'inverno
L'assessore al Welfare conferma la segnalazione del volontario: «È vero, il dormitorio del Cornocchio è chiuso, ma perché lì stiamo lavorando a un nuovo progetto, destinato sempre ai senzatetto. Un progetto finanziato con i fondi del Pnrr». Poi però rilancia: «In settimana (la speranza dell'amministrazione è entro mercoledì, ndr) apriremo il nuovo dormitorio in via Buffolara. Avrà tra i 20 e i 24 posti letto ed è stato ricavato nell'ex centro casa destinato ai minori non accompagnati».
La struttura del nuovo dormitorio è stata rimessa a nuovo dall'amministrazione comunale: i locali erano stati pesantemente danneggiati da alcuni ragazzi ospiti della struttura. I loro vandalismi avevano creato non poche polemiche. Ora la casa a due piani in via Buffolara si prepara ad una nuova vista: accogliere i senzatetto nelle fredde notti invernali.
«Ringrazio tutti i volontari per il preziosissimo aiuto che ci danno, fanno un lavoro straordinario. Però voglio assicurare che a Parma non lasciamo in strada nessuno - afferma -. Esiste una rete di soccorso e di accoglienza che oltre alle strutture del Comune coinvolge più di una quindicina di associazioni».
r.c.
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