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Famiglie in aumento ma con meno figli. Crescono gli anziani. Il vescovo Solmi: «Affrontare il “gelo” demografico»

Famiglie in aumento ma con meno figli. Crescono gli anziani. Il vescovo Solmi: «Affrontare il “gelo” demografico»

08 Febbraio 2025, 03:01

Le famiglie aumentano, ma cambia la loro composizione. A crescere sono soprattutto i due «estremi»: i nuclei composti da una sola persona - passati dal 37,1 per cento (2008) al 40 nel 2024 - e le famiglie composte da cinque e più persone (erano il 3,5 per cento del totale nel 2008 e ora sono il 4,5 per cento).

È quanto emerge dallo studio realizzato dall'Ufficio statistica della diocesi di Parma, che ha analizzato l'evoluzione delle famiglie nel corso del tempo. Dal 2005 al 2024 la popolazione della diocesi di Parma (che non coincide con l'intera provincia) è aumentata di 44.451 persone (+13,2 per cento) toccando i 381.704 residenti. La crescita è stata sostenuta fino al 2013, soprattutto grazie all'immigrazione, per poi continuare ad aumentare con un ritmo inferiore. Negli ultimi due anni, dopo una battuta d'arresto legata al covid, la crescita è ripresa.

Nello stesso periodo le famiglie sono aumentate ad un ritmo maggiore (+15,6 per cento), con una crescita di 23.681 nuclei, per un totale di 175.184. Quanto ai componenti, c'è stata una leggera diminuzione della dimensione delle famiglie, passate da 2,23 componenti (2005) a 2,18 nel 2024.

La struttura delle famiglie (presa in esame dal 2008) è cambiata nel corso del tempo: sono aumentate in modo significativo le famiglie composte da una persona e quelle con 5 o più componenti. Nel 2024 più dei due terzi delle famiglie della diocesi avevano uno o due componenti.

La struttura dei nuclei è molto diversificata a seconda delle zone. Nei comuni di montagna c'è una percentuale elevata di famiglie con un solo componente che tocca il 62,9 per cento a Monchio. In realtà, anche Parma ha una percentuale di famiglie unipersonali più alta della media della diocesi. Il comune con la percentuale più bassa è Sissa (27,1 per cento).

La popolazione anziana è cresciuta in maniera considerevole dal 2005 al 2024 (+20,2 per cento a livello provinciale e +28,7 le persone con ottant'anni e oltre). Questa fascia di popolazione continuerà a crescere anche nei prossimi anni, come dimostrano tutte le principali previsioni demografiche, con importanti conseguenze sociali, economiche e sanitarie. Per quanto riguarda le famiglie unipersonali, oltre 24 per cento è composta da persone con almeno 75 anni.

I minori che risiedono in famiglie monogenitoriali sono il 13,2 per cento del totale e in termini numerici si tratta di 7.818 bambini. Anche in questo caso i comuni montani presentano valori più elevanti, così come la città.

Il vescovo Enrico Solmi è partito dalla crescita delle famiglie formate da un solo componente, spesso anziano, a cui si legano i temi dell'assistenza e della solitudine. «Solitudine che, in questo contesto, rischia di diventare perniciosa».

Quanto al calo delle nascita monsignor Solmi parla di «gelo demografico», un problema «a cui assistiamo, senza fare molto per risolverlo». Formare una famiglia è in cima alle speranze di tanti giovani. «Dobbiamo fare in modo che questo desiderio diventi realtà - rimarca - offrendo ai giovani un lavoro e ritmi sostenibili coi tempi della famiglia. C'è poi il tema della casa e dei servizi per infanzia». «Si tratta di preoccupazioni estremamente urgenti - osserva ancora - perché siamo davanti a un problema che sta diventando irreparabile. Se Parma vuole guadagnarsi sul campo la qualifica di Capitale europea dei giovani, deve mettere a fuoco il tema dei giovani che vogliono fare famiglia».

Luca Molinari

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