Panocchia
Un fendente. Uno solo che avrebbe anche potuto essere fatale. Colpisce un collega tra il collo e la gola con la lama di un cutter e viene arrestato dalla polizia di Stato. È accaduto ieri mattina in un'azienda di lavorazione del formaggio, a Panocchia dove si è scatenata una lite durante il turno di lavoro che avrebbe potuto anche avere un epilogo tragico. La gravità, comunque, non è in discussione, tanto che il feritore è stato arrestato mentre l'altro è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso.
La follia, perché di questo si potrebbe parlare, è deflagrata ieri mattina poco prima delle 11.
Le due persone coinvolte, un quarantenne di origine marocchina e un ventenne di origine senegalese, stanno lavorando nel medesimo reparto della Zanetti Spa, nota azienda nel campo dei formaggi una delle cui sedi si trova anche a Panocchia, alle porte della città, in strada Pedemontana Est.
A un certo punto tra i due lavoratori nascono quelle che si potrebbero definire «futili incomprensioni». Forse una parola di troppo, magari anche una battuta, o addirittura un gesto durante il turno di lavoro ed ecco che una normale mattinata di lavoro cambia. Nel modo peggiore. E una discussione, trasformatasi in lite, diventa anche un episodio di cronaca nera. Con un ferimento e poi un arresto. Il tutto di fronte agli esterrefatti colleghi dei due operai.
Tutti sono dotati di cutter con cui gli operai effettuano varie operazione legate al lavoro. Ma uno strumento così può diventare, come in questo caso, un'arma micidiale. In mano alla persona sbagliata, soprattutto nel momento sbagliato.
Dunque, la lite degenera e il ventenne, evidentemente punto nell'orgoglio, reagisce. In maniera sproporzionata tanto che, dopo quel gesto, finirà in guai grossi. Assesta, infatti, al collega un fendente. Un fendente che colpisce il rivale tra il collo e la gola. Mentre il sangue sgorga, tutto si ferma. Intervengono i colleghi che bloccano il ventenne e soccorrono il quarantenne. Scattano anche le telefonate al 118 e al 113 e, nel piazzale della Zanetti, atterra l'elisoccorso che carica il ferito e lo trasporta all'ospedale Maggiore. Lì l'uomo riceverà diversi punti di sutura e verrà dimesso nel pomeriggio con una prognosi di venti giorni. Nell'azienda di Panocchia arriva, però, subito anche la polizia: le Volanti, la Squadra Mobile e la Scientifica. Il ventenne viene sentito dagli investigatori della Mobile che raccolgono anche le testimonianze di chi era presente e, poco dopo mezzogiorno, il giovane lascia la Zanetti a bordo di una Volante per essere accompagnato in questura per gli accertamenti. Accertamenti che, insieme ai riscontri effettuati sul posto, che dimostrano la sua responsabilità e per lui scatta l'arresto con l'accusa di tentato omicidio.
Fuori dalla ditta di Panocchia, finito il turno del mattino, nel parcheggio la voglia di parlare è poca. L'azienda, interpellata, preferisce non rilasciare dichiarazioni, qualche dipendente, invece, scuote la testa come per dire «non mi faccia dire nulla». C'è però chi accetta di dire due parole. «Non ho visto quello che è successo ma me l'hanno detto. Sono cose spiacevoli - commenta -, anche perché questo è un posto in cui si sta bene».
Michele Ceparano
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