×
×
☰ MENU

Tutta Parma

Giovanni Vignali, lo scout partigiano

Giovanni Vignali, lo scout partigiano

14 Aprile 2025, 03:01

Nel 2021, a San Pancrazio, un parco pubblico fu intitolato a Giovanni Vignali, fulgida figura di partigiano cattolico («Bellini»), vice comandante regionale del Comitato Volontari del Nord Emilia. Nato a Felino il 17 settembre 1908, iniziò nel mondo del lavoro come commesso dell’ufficio legale del senatore Gustavo Ghidini e, a contatto con persone preparate ed erudite, riuscì a farsi in breve tempo una vasta cultura grazie alla sua intelligenza ed alla sua tenacia. Fu tra i primi ragazzi che, nel 1925, aderirono al neonato Movimento degli Esploratori Cattolici.

Noto per la sua aperta professione di cattolico, per la sua fedeltà agli ideali cristiani, per la sua indefettibile presenza sulla breccia di tutte le battaglie da combattersi in difesa di quegli ideali, andò subito in rotta di collisione con il regime fascista. Fu tra i più animosi fondatori e dirigenti dell’Asci (Associazione scautistica cattolica italiana) entrando a far parte del primo Riparto Scout costituito all’Oratorio «Domenico Maria Villa» dei Padri Stimmatini divenendo uno stretto collaboratore di Padre Giuseppe Bertapelle ed Adolfo Saccenti fondatori, nel 1924, del Riparto Parma 1 «Cardinal Andrea Ferrari». Anche dopo lo scioglimento dell’Asci., nel 1928, mantenne il distintivo della Promessa Scout, applicato come sfida morale sulla divisa di comandante partigiano unitamente alla cintura di Esploratore Cattolico.

L’8 settembre 1943, nel pieno della lotta partigiana, fu animatore e capo delle forze cattoliche della provincia di Parma. Nella clandestinità fu tra i fondatori della Democrazia Cristiana Parmense. Inoltre organizzò, per mandato della D.C., la resistenza armata in Emilia e divenne vicecomandante regionale del Cvl (Comitato Volontari della Liberazione) del Nord Emilia, con 30.000 uomini circa alle proprie dipendenze. Finita la guerra fu nominato assessore comunale ai Lavori pubblici e commissario dell’Enal.

Nel 1945, Vignali, insieme all’amico e compagno nella Resistenza Don Ennio Bonati, a Rodolfo Vettori, a un ex militare inglese Alberto Rose e Gino Maletti partecipò al comitato promotore per la ricostruzione del movimento scout a Parma. Da questo comitato promotore in città avevano iniziato le attività ben sette Riparti: il Parma 1 «Cardinal Ferrari» dei Padri Stimmatini guidato da Adolfo Michiara , Ernesto De Bernardis e Padre Arcangelo Corona ; il Parma 2 «don Giovanni Bosco» nell’oratorio di San Benedetto i cui responsabili furono Giovanni Vignali, Brenno Gastaldi, Rodolfo Vettori, don Domenico Banfi e Padre Mosè Pradel Molin; il Parma 3 «San Giorgio» nell’abitazione di Don Ennio Bonati in Borgo Piccinini guidato da Luigi Andreoli, Giampaolo Mora e Don Ennio Bonati; il Parma 4 a San Pietro D’Alcantara con Giuseppe Goni e Padre Ubaldo Lodolini; il Parma 5 «Max Casaburi» al Monastero di San Giovanni guidato dai fratelli Padre Tarcisio e Padre Paolino Beltrame Quattrocchi, Giancarlo Cottoni, Roberto Benecchi e Antonio Vio; il Parma 6 «La Salle» ai Fratelli delle Scuole Cristiane in vicolo Scutellari con Silvio Rosso e Fratel Ludovico Gorra. In provincia sorsero, invece, 7 riparti : il Noceto 1 «Alberto Da Giussano» nella parrocchia guidato da Vittorino Cavalli e Don Paolo Ghezzi; il Borgo Taro 1 «Pio XI» nella parrocchia di S.Antonino fondato da Aldo Pelizzoni e don Mario Sacchi; il Busseto 1 «San Francesco» al Convento Francescano fondato da Padre Agnello Locatelli e Raffaele Napolitano; il Fidenza 1 nella parrocchia di San Pietro con don Ottorino Davigli e Giuseppe Stracuadonio ; il Fontevivo 1 «Principe Umberto» alla parrocchia San Bernardo con a capo Alide Melegari e don Luigi Tedeschi; il Fornovo «Baden Powell» alla parrocchia Assunzione di Maria Vergine responsabili Livio Romagnani e don Brenno Tagliavini ; il Salsomaggiore 1 nella parrocchia di San Vitale fondatore don Dino Merli e Zibello 1 alla parrocchia di San Gervasio e Protaso fondato da don Celso Onesti.

Alla guida dello scautismo Parmense verrà nominato Alberto Rose ed assistente provinciale don Ennio Bonati La prima uscita ufficiale del rinato Movimento scout cattolici dell’Asci avvenne domenica 11 novembre 1945, a Villa Negrona, lungo la Baganza, nella zona del quartiere Montanara, nel cui vasto parco (ora scomparso sotto il cemento dei nuovi quartieri) alla presenza del Commissario Regionale Alberto Pellati, dell’assistente provinciale don Ennio Bonati e del Commissario Provinciale Alberto Rose, Giovanni Vignali, Rodolfo Vettori e Silvio Rosso si tenne la cerimonia delle Promesse Scout. Grazie all’interessamento di Giovanni Vignali, a quei tempi commissario dell’Enal, l’Asci di Parma ottenne una sede per il commissariato provinciale in via Goito, nella sede Enal, ex Bagni Pubblici, dove oggi si trova il Teatro Due.

Nel 1947, Vignali, lavorò in un’impresa edile a Caracas e, in breve, seppe farsi stimare per le sue doti umane e professionali e, da generoso «strajè », fu sempre concretamente vicino ai parmigiani che approdavano in Venezuela. Rientrato a Parma, insieme alla moglie Mariuccia ed al figlio Maurizio, aprì, assieme al fratello Claudio, un negozio di cartoleria-tipografia in via XX Marzo. Il 28 novembre 1963, a pochi mesi dal suo rientro a Parma, terminò la sua strada terrena. La Democrazia Cristiana parmense gli dedicò la sezione cittadina del «Molinetto». Nel 1967 il Mistero delle Difesa gli conferì, alla memoria, la Medaglia di Bronzo al Valor Militare mentre la Comunità Masci – (Movimento adulti scout cattolici, Parma 8 Giovanni Vignali),  con il patrocinio del Comune, lo scorso anno fece installare nel parco un pannello biografico.

«Da quello che ho saputo- ha precisato il figlio Mario ingegnere geologo residente in Florida - mio padre comandava 30.000 partigiani ma parlava poco delle sue esperienze. Ricordo che mi ha detto di non avere mai ucciso nessuno (era incapace di uccidere neppure una mosca) e, una volta, di essere rimasto nascosto sotto la neve per molte ore per nascondersi da un rastrellamento dei nazi-fascisti, che lo volevano morto. Io credo che essere cattolico gli ha abbia creato più problemi quando è finita la guerra ragion per cui prese la decisione di emigrare in Venezuela. La leggenda vuole che sia andato a Genova e, la prima nave che partiva per l’America, andava casualmente in Venezuela, che poi è diventato, anche per lui, il suo Paese. Rimase però sempre in contatto con la politica Italiana, specialmente con Pietro Nenni ed Enrico Mattei».

Una famiglia, i Vignali, molto antica ed altrettanto legata fra i suoi componenti. Il fratello di Giovanni Vignali fu il popolare e stimato droghiere Giuseppe Vignali, classe 1908, scomparso nel 1985, felinese di nascita, serietà ed onestà fatte uomo , il quale, dopo avere svolto in gioventù le mansioni di ragazzo d'ufficio in uno studio legale, il 1° maggio 1932, decise di aprire una drogheria in strada XXII Luglio, al civico 34, al posto della vecchia drogheria Grassi ubicata proprio di fronte a borgo del Canale e alla chiesa di San Quintino. Nel 1945, il trasferimento della drogheria Vignali, sempre nella stessa strada, a lato della chiesa di San Quintino, con tre occhi di eleganti vetrine che contribuirono ad ingentilire la via fino al 30 novembre 2003, data di chiusura del negozio. Nella fornitissima drogheria, che vantava clienti in tutta la città, affiancavano il titolare, la moglie Maria Rosa, un'anima gentile e dolcissima, e il figlio Paolo che ha proseguito sino all'ultimo l'attività familiare.

Lorenzo Sartorio

© Riproduzione riservata

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI