Giubileo degli adolescenti
Zaini, materassini, acqua ed entusiasmo. È il bagaglio degli oltre 200 adolescenti (scuole medie e primi anni delle superiori) che ieri mattina si sono ritrovati in via Casati Confalonieri da dove, alle 9, su quattro bus, sono partiti per Roma con gli accompagnatori, con don Lorenzo Beltrame, incaricato diocesano per la Pastorale giovanile, e con il vescovo Enrico Solmi. Altri coetanei sono partiti con mezzi propri: il ritrovo, per gli oltre 250 partecipanti, sarà la parrocchia di Monterotondo, a 40 minuti da Roma.
Un pellegrinaggio organizzato nell'ambito del Giubileo degli adolescenti, inizialmente pensato per la canonizzazione, saltata, di Carlo Acutis (l'«apostolo dell'Eucarestia» morto a 15 anni), e trasformatosi in un viaggio di addio a papa Francesco. Nonostante infatti l'ingresso in piazza San Pietro sia improbabile, il gruppo di Parma cercherà di trovare spazio lungo il percorso che oggi porterà il Papa dal Vaticano a Santa Maria Maggiore, dove avverrà la sepoltura, e si radunerà davanti ad uno dei tanti maxischermi disseminati per la capitale.
Per domani previste varie attività (gli scout, ad esempio, si troveranno in piazza Risorgimento), mentre domenica, dopo la celebrazione del Giubileo degli adolescenti in San Pietro, ci sarà la ripartenza per Parma, nel primo pomeriggio.
«L'intenzione del Giubileo degli adolescenti resta. La triste e inaspettata novità delle esequie di Francesco, l'addio al “nonno” del mondo, non cambierà lo spirito del pellegrinaggio: sarà importante relazionarsi con l'universalità della Chiesa, con giovani da tutto il mondo, vedere il convergere dei grandi della terra in Vaticano, si spera nel segno della pace. Sono certo che sarà un'occasione di crescita per tutti i giovani» dice il vescovo Enrico Solmi. Che oggi in San Pietro parteciperà come concelebrante al funerale di papa Francesco.
Il «cambio di programma» non sembra aver scalfito l'entusiasmo dei ragazzi, alcuni dei quali visitano Roma per la prima volta.
«Siamo addolorati per la morte del Papa, ma penso sia un privilegio poter pregare per Francesco in compagnia i tanti coetanei» dice ad esempio Aldo Maghi, della parrocchia di Santa Margherita di Colorno. «La concomitanza con il funerale è inaspettata, ma questo viaggio resta il risultato di un cammino, la meta del Giubileo degli adolescenti», rimarca l'accompagnatrice del gruppo, Alessandra Bacchini.
Elena Fissore, del gruppo scout Parma 10, ricorda il proverbiale sorriso di Francesco: «Sono sicura che ci vorrebbe vedere così, allegri e divertiti nello spirito del Giubileo», dice.
Se si chiede in giro un solo aggettivo che riassuma la personalità di Francesco, le risposte sono tante e diverse: «Gentile», dice la scout Bianca Mattioli; «accogliente» per Cecilia Gallosi; «innovativo, in grado di trasmettere il significato della religione nella sua essenzialità», aggiunge Caterina Savi; «amorevole», spiega Beatrice Fattori; «generoso» dice Giulio Cammi.
«Francesco? Diretto, chiaro, comunicativo», il parere di Enrico Alberini, che accompagna il gruppo della parrocchia di Neviano Arduini. «Originale e moderno» sostiene Sara Barbieri del gruppo della chiesa dell'Annunciazione di Maria Vergine di Langhirano. «Umile», dice Alice Carpena, dello stesso gruppo, mentre Fabio Naso ricorda che Francesco «non aveva paura delle persone, degli ultimi».
Monica Tiezzi
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