MALTRATTAMENTI
«Hai un figlio, sei da sola e non ti sposerai mai, perché hai un brutto carattere». Parole di rimprovero che suonano quasi come una beffa, perché era lui, il fratello maggiore, a rivolgersi a lei insultandola o minacciandola. Ma a volte era arrivato anche alle mani, spesso perché era ubriaco. Soprattutto in quella settimana di fine marzo del 2024, quando si era trasferito in casa della sorella per aiutarla nella gestione del nipote, di soli 14 mesi. Accusato di maltrattamenti, l'uomo - 44enne, ucraino - nei giorni scorsi ha patteggiato 2 anni davanti alla gup Gabriella Orsi. Sì alla sospensione della pena, ma solo se comincerà a intraprendere un percorso di recupero, per l'intera durata della pena, entro trenta giorni dal passaggio in giudicato della sentenza.
Solo cinque anni di differenza tra lui e Svetlana (la chiameremo così), eppure era lei che cercava di prendersi cura di lui, tentando di tenerlo lontano dall'alcol, dai suoi giri frequenti nei bar della zona. Ma il 26 marzo 2024 era arrivata ala limite, tanto da decidere di chiamare i carabinieri in serata. Già dal mattino, quando avrebbe dovuto attenderla in auto con il bambino, mentre Svetlana era entrata in un negozio per fare alcuni acquisti, lui si era allontanato per andare a bere una birra in un bar lasciando solo il bambino mentre dormiva. E a fine giornata l'aveva sorpreso sul balcone con una serie di birre comprate quel giorno: Svetlana ne aveva svuotata una già aperta, e a quel punto lui l'aveva presa per i capelli trascinandola per casa e schiaffeggiandola. Cacciato, si era poi attaccato al citofono, così lei aveva chiesto aiuto ai carabinieri.
E due giorni dopo, denunciandolo, aveva raccontato anche altro: i colpi alle gambe e alla schiena con il cavetto del telefono, le minacce e le spinte, fino a scaraventarla a tera, già partire dal 2018.
G.Az.
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