Polizia locale
Il nuovo comandante e il quarto turno di servizio della polizia locale, sono al centro di una lettera firmata dal dirigente del sindacato Sulpl di Parma, Nicolas Brigati. Una lettera dal titolo «Quando arriverà il sereno per la polizia locale di Parma?» che l'assessore alla Legalità Francesco De Vanna ha scelto di non commentare. «Sono trascorsi ormai quasi due mesi dalla conclusione della fase concorsuale per l’individuazione del nuovo comandante della polizia locale di Parma - si legge nella lettera - , una figura che tutto il Corpo attende con grande fiducia e speranza. In un momento storico così complesso, l’arrivo di una guida forte, competente e autorevole rappresenta una necessità non più rinviabile per restituire direzione, visione e stabilità a un settore che, da troppi anni, vive una fase di transizione continua, fatta di incertezze, riorganizzazioni parziali e cambiamenti mai realmente strutturali». La nuova figura, Varno Maccari, in arrivo da Genova dove è stato vice comandante, non si è ancora insediata. «La procedura concorsuale è formalmente conclusa - prosegue il sindacato di polizia locale -, ma a oggi non si registrano comunicazioni ufficiali né sull’esito né sulla nomina. Ci risultano in corso richieste di accesso agli atti e, al momento, non vi è nulla di definitivo. L’auspicio è che l’iter possa concludersi al più presto, così da permettere al nuovo comandante di iniziare il proprio incarico e affrontare da subito le numerose criticità sul tavolo».
Nella lettera si fa cenno anche al concorso: «Escludendo l’unico candidato idoneo e un paio di altri concorrenti, la maggior parte dei partecipanti proviene da realtà con meno di centomila abitanti. Il dato più significativo, però, riguarda il numero complessivo delle domande pervenute: appena 12. A titolo di confronto, il Comune di Brescia ha recentemente bandito un concorso simile, ricevendo ben 68 domande. Ci chiediamo: come mai Parma non è più percepita come un ente attrattivo, almeno per la polizia locale? Occorre domandarsi se, al netto del prestigio della nostra città, siano le condizioni operative e organizzative del corpo ad allontanare potenziali candidati qualificati». La lettera torna anche «sulla volontà dell’Amministrazione di introdurre un quarto turno di servizio, già nei fine settimana. Pur rispettando ogni scelta organizzativa, ci domandiamo con quali risorse questa riforma potrà essere attuata. Con l’attuale organico — 180 operatori contro i circa 235 di Brescia — siamo realmente in grado di garantire servizi aggiuntivi, senza compromettere sicurezza, qualità del lavoro e rispetto dei carichi di servizio? Abbiamo ufficiali e operatori a sufficienza per garantire la copertura di turni ampliati e, soprattutto, per operare in condizioni di sicurezza? Ad oggi, queste domande non trovano una risposta affermativa. E proprio per questo motivo, il nuovo comandante, al suo insediamento, troverà ad attenderlo un compito arduo e delicato: una profonda riorganizzazione del Corpo - è la conclusione -, non solo sul piano numerico, ma anche e soprattutto in termini di visione strategica, valorizzazione delle competenze, rinnovamento della formazione, attenzione al benessere organizzativo».
r.c.
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