INDAGINE
A Parma, le tasse, si pagano più che altrove, nel senso che mentre a livello nazionale c'è un numero elevato di persone che non versano nemmeno un euro di Irpef, in quanto dichiarano di non percepire reddito o di avere un reddito bassissimo, in città, e negli altri 44 comuni della provincia, la percentuale di chi paga le tasse è molto più alta rispetto al dato nazionale.
Cosa dicono i numeri? Nel Parmense il 64,7% del totale della popolazione paga almeno un euro di Irpef (a livello nazionale il 57%), una percentuale che sale molto di più se si considera chi paga in relazione al totale delle denunce dei redditi presentate nel 2023, l'anno preso come riferimento dalla 12ª edizione dell'Osservatorio sulle entrate fiscali, a cura del Centro studi e ricerche di Itinerari previdenziali. Entrando più nel dettaglio dei dati relativi al Parmense si scopre che, in totale, sono 350.209 le persone che hanno presentato la denuncia dei redditi e considerando la popolazione totale al 31 dicembre 2023 pari a 454.149 abitanti, vuole dire che il 77,1% dei cittadini ha presentato la dichiarazione dei redditi. Di questi 350.209 contribuenti, ben l’83,9% (corrispondente a 293.810 cittadini) ha pagato almeno 1 euro di Irpef.
Spostando la lente d'ingrandimento dai dati locali a quelli nazionali, si scopre una situazione molto più «al limite». Infatti, stando a quanto riportato da Itinerari previdenziali, che ha rielaborato i dati del ministero dell'Economia e dell'Agenzia delle Entrate, nel 2024, su una popolazione complessiva di 58.997.201 italiani, sono stati 42.570.078 quelli che hanno presentato una dichiarazione dei redditi (con riferimento all’anno di imposta 2023), pari al 72,2% (a Parma siamo sopra al 77%). A versare almeno 1 euro di Irpef, però, sono stati solo 33.540.428 residenti, il 56,8%, contro il 64,7% nel Parmense.
«Una fotografia più vicina a quella di un Paese povero che di uno Stato membro del G7 e che parrebbe oltretutto poco veritiera guardando a consumi e abitudini di spesa degli italiani, che figurano ai primi posti in Europa per possesso di abitazioni, moto e autoveicoli, smartphone e abbonamenti a pay-tv», commenta Alberto Brambilla, presidente del Centro studi e ricerche Itinerari Previdenziali, riferendosi al dato nazionale.
Tornando ai dati del Parmense, è Bardi il comune in cui è più bassa la percentuale (72,3%) di chi paga almeno 1 euro sul totale di chi ha presentato la dichiarazione dei redditi, mentre il comune in cui è più alta la percentuale di chi versa è Fontevivo (86,5%). Stringendo ancora l'obiettivo, a Parma paga almeno 1 euro l'83,5% dei contribuenti. In città la fascia di reddito più numerosa per quantità di denunce presentate è quella fra i 26mila e i 50mila euro, con 52.034 dichiarazioni. E i «paperoni»? In città sono 3.153 le persone che dichiarano un reddito oltre i 120mila euro, mentre nello scaglione Irpef più basso (da 0 a 10mila euro) ci sono 26.850 contribuenti.
Nel resto della provincia non ci sono «paperoni» a Tornolo, mentre mancano i dati dei più ricchi in una ventina di comuni, tra cui Borgotaro, Collecchio, Colorno, Felino, Medesano, Salsomaggiore e Traversetolo.
Guardando l'Irpef media di chi versa almeno 1 euro nelle casse dello Stato si vede che è Parma (con 7.656 euro) il comune più benestante, seguito da Felino (7.055 euro), Sala Baganza (6.945 euro) e Collecchio (6.800 euro). E i più poveri? A Bore con un'Irpef media versata di 4.014 euro, a fronte di una media provinciale di 6.579 euro.
Pierluigi Dallapina
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