IL CONFRONTO
Il calcolatore di Tari presente sul sito di Iren, permette di fare confronti di ogni tipo.
Si può chiedere quando paga una persona sola che vive in un appartamento di 50 metri quadri, ma anche una famiglia di due o tre persone, in case di diverse metrature.
È possibile inoltre fare un confronto tra le tariffe Tari delle città capoluogo dell'Emilia: Parma, Reggio e Piacenza.
E proprio da questo calcolo emergono le sorprese (positive) più curiose. Confrontando varie tipologie di Tari emergono infatti differenze, anche molto significative, sul peso delle bollette nelle tre città.
Le opzioni considerate
La tabella riporta una panoramica delle tariffe Tari di Parma, Piacenza e Reggio basate su tre tipi di casi: una persona che abita in un monolocale di 50 metri quadri, due persone in un bilocale di 80 metri quadri e tre persone in un appartamento di 100 metri quadri. Il calcolatore calcola l'importo della Tari in base a precise indicazioni (se per esempio si espone il bidocino da 40 o 120 litri). Quella riportata è una casistica generale, che può variare da caso a caso.
Il caso più eclatante
Guardando ai nostri «vicini di casa», la differenza più eclatante riguarda Reggio e in particolare il caso di tre persone in 100 metri quadri. Nel 2025 l'importo da pagare a Reggio ammonta a 342,94 euro (oltre 114 euro pro capite) con una parte fissa che supera di poco i 109 euro.
A Parma invece si spendono in tutto 259,76 euro, poco più di 86 euro pro capite, oltre 80 euro in meno di spesa complessiva. Un risparmio consistente, che si riduce se si prendono in esame le altre due casistiche standard. In tutti i casi però Parma risulta essere meno cara della vicina Reggio Emilia.
Se si guarda invece a Piacenza, le tariffe sono molto simili a quelle di Parma: leggermente più basse per una persona che abita in un monolocale, ma più alte per una famiglia di tre persone in 100 metri quadrati.
Le differenze sono marcate anche se si prendono in esame tanti altri comuni del nostro territorio.
Perchè tante differenze?
Perché allora ci sono tutte queste differenze in Comuni in cui la raccolta è in mano allo stesso gestore?
Le risposte sono molteplici. Una parte dell’importo da pagare dipende dai singoli comuni. Sono cioè le singole amministrazioni a decidere, in base a molteplici criteri ed esigenze, parte della spesa dell’utente. Iren applica, tra l'altro, i regolamenti comunali ed i coefficienti per la determinazione delle tariffe come stabiliti dalle singole amministrazioni locali.
Il termovalorizzatore
Innegabile poi che la presenza dell'inceneritore di Ugozzolo - in termini di ristori e minori chilometri da percorrere rispetto ad altri territori - contribuisca a rendere un po' meno alte le tariffe rispetto ad altre realtà che non dispongono di determinati siti o impianti per lo smaltimento dei rifiuti.
Gianluca Borghi, assessore alla Sostenibilità ambientale ed energetica, è ancora più chiaro nel sottolineare le molteplici ragioni che hanno portato il Comune di Parma a determinare queste cifre per le tariffe Tari. «Essere all'interno di un contratto di servizio che risente positivamente degli effetti della gara - osserva - ha determinato un incremento del corrispettivo base al di sotto dell'inflazione programmata».
«Costi inferiori»
«Anche poter utilizzare i ristori economici dovuti alla presenza del termovalorizzatore - prosegue l'assessore - ed avere costi inferiori di trasporti per il conferimento all'impianto di Ugozzolo, ha consentito a Parma di avere tariffe in equilibrio».
Inoltre, «il nostro regolamento Tari-Tcp ha sempre cercato di stimolare la separazione e la riduzione dei rifiuti - conclude lo stesso Borghi - al fine di premiare i comportamenti più sostenibili (utilizzo dei centri di raccolta, donazione delle eccedenze alimentari, compostaggio domestico, utilizzo del vuoto a rendere e altro ancora)».
Luca Molinari
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