TEATRO AL PARCO
«De André De Gregori. Anima in libertà» il 15 novembre alle 20.45 al Teatro al Parco. Vola tra punti di riferimento alti la nuova serata benefica organizzata dall'associazione «Claudio Bonazzi» a favore dell'Hospice Piccole Figlie di Parma. Capofila dell'evento, la presidente Mimma Petrolini che, ancora una volta, si è affidata all'esperienza e al talento di Marco Caronna e Andrea Salvini, per quest'ultimo anello di una catena di belle esperienze iniziate nel 2018. «L'idea è sempre quella di creare un contatto con la città, ancor prima che raccogliere risorse per un centro prezioso», fa osservare il regista Marco Caronna.
Nella fattispecie questo spettacolo come nasce?
Marco Caronna: «Da un paio d'anni ci piace raccontare le vite parallele di artisti che abbiano un legame tra di loro. Lo abbiamo fatto con Dalla e Battisti, raccontati tramite Mogol, e quest'anno il progetto accosta De André e De Gregori. Trovo particolarmente affascinante l'idea di cantare pezzi di entrambi gli artisti potendo raccontare cose che mi hanno detto direttamente loro, magari anche inedite, relative al percorso artistico o di vita».
Che è un po' la cifra dei suoi spettacoli.
«Sì, io sono sempre voce narrante e poi mi attenterò a cantare un paio di pezzi di Fabrizio De André che già feci in un altro spettacolo con Federico Buffa per cui avevo chiesto il permesso a Dori Ghezzi. Dori è una persona splendida e mi ha molto incoraggiato; venne anche a vedere lo spettacolo a Milano».
Con De Gregori quale legame c'è?
«Ho lavorato tanti anni con colui che lo ha scoperto, cioè Edoardo De Angelis che produsse i suoi album d'esordio a partire da “Alice non lo sa” del 1972. Anche qui ho aneddoti poco noti da rivelare».
Andrea Salvini, cosa rappresentano per lei questi due cantautori giganteschi e, dovendo cantare le loro canzoni, come si approccia?
Andrea Salvini: «Approcciarsi a Fabrizio De André non è facile, specialmente per me che ho sempre fatto più blues. Ha testi incredibili, canzoni molto lunghe: è una grossa responsabilità. De Gregori musicalmente è più nelle mie corde e lo conoscevo meglio. De André l'ho approfondito in questa occasione, ho scoperto un poeta incredibile, con lo sguardo rivolto agli ultimi e la potenza attualissima del messaggio. Entrambi meritano un grande rispetto».
Tra l'altro De Gregori sarà qui, al Regio, giusto una settimana prima del vostro evento. Lo andrà a sentire?
«Ci sto pensando, magari mi metto d'accordo con Marco. Potrebbe essere interessante».
Infine la band: che ruolo ha?
«La band ha un ruolo fondamentale, perché i pezzi che noi facciamo, circa 16-17, li riarrangiamo tutti per dare un colore nostro, sennò al pubblico pare di ascoltare un disco. Siamo un gruppo rodato da anni: Stefano Carrara al basso, Andrea Bertorelli alle tastiere, Alessandro Lugli alla batteria, Daniele Morelli alla chitarra, Emiliano Vernizzi al sax. Una signora band».
Presenta la serata Francesca Strozzi. Biglietti a 25 euro, in vendita anche alla Gioielleria Carboni di via Mazzini 5/a a Parma. Info 3394910463.
Mara Pedrabissi
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