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Fu una figura di riferimento per il club gialloblù

Delsignore, la grande passione per lo sport

Delsignore, la grande passione per lo sport

20 Dicembre 2025, 03:01

Da ragazzo, prima di frequentare l'università a Parma, si era appassionato nella sua Vercelli alle gesta del Torino e, manco a dirlo, dei bianchi della Pro Vercelli. Ogni domenica, con il suo amico Stefano Frigeri, commentava i risultati dei club del cuore ma sempre dopo avere seguito il Parma allo stadio Tardini. Accanto alla sua attività professionale c'era infatti sempre spazio anche per lo sport nella vita di Roberto Delsignore.

Come medico aveva legato il suo nome anche al Parma calcio rivestendo per molti anni il ruolo di responsabile sanitario del club. A lui, per anni, è spettato il compito di effettuare le tradizionali visite mediche prima della firma del contratto e poi seguire i giocatori quando erano infortunati. Un compito non indifferente e molto delicato come ad esempio successe con Jonathan Biabiany. Fu lui nel 2014 a scoprire il problema cardiaco dell'attaccante francese salvando, di fatto, la sua carriera e, forse, la sua vita evitando un secondo caso Morosini. Insomma, come scrive oggi ricordandolo il Parma calcio, è stato «una figura di riferimento per intere generazioni di calciatori, dirigenti e collaboratori. Roberto Delsignore ha legato il proprio nome alla storia del Parma con competenza, dedizione e grande passione. Il Presidente Kyle Krause e l’intera società si stringono in un affettuoso abbraccio alla famiglia Delsignore, condividendone il dolore e ricordando con riconoscenza l’uomo e il professionista che ha dato tanto al club».

Da presidente di fondazione Monteparma ha poi seguito da vicino l'attività dei Veterani dello Sport e, in particolare, del Premio Sport Civiltà di cui l'ente era uno dei più importanti promotori. Delsignore faceva anche parte della giuria, «un ruolo che interpretava con grande impegno e partecipazione - spiega Andrea Barella, presidente dei Veterani dello Sport di Parma - Lanostra è stata un'amicizia tardiva ma negli ultimi dieci anni ho potuto apprezzare le sua grandi doti. La sua perdità è un grandissimo dispiacere, lascia un grande vuoto. Mi ricordo quando aveva spinto per premiare Paolino Pulici e Beppe Sala allo Sport Civiltà e fu felicissimo che ci fossimo riusciti. Aveva modi garbati e gentili con tutti. E poi era competente in tutto quello che faceva, a partire dal mondo della medicina, ma lo ha dimostrato anche nello sport».

«Delsignore? Un signore di nome e di fatto - aggiunge commosso Paolo Gandolfi, colonna dei Veterani - Con noi ha sempre dimostrato grande collaborazione, sia per l'attività dell'associazione che per il nostro premio. Davvero una bellissima persona, innamorata dello sport».

Fino a quando la salute lo ha permesso, Delsignore non mancava mai alle premiazioni dell'atleta del mese e dell'anno di Veterani e Panathlon come non mancava sul palco del Regio per i premi Sport Civiltà. Dalle sue mani sono passati tanti premi come, tanto per fare due nomi, quello ad Arrigo Sacchi e a Ayomide Folorunso Al suo fianco Massimo De Luca che, di lui, non potrà mai dimenticare «il tratto del gentiluomo, la passione e la competenza sullo sport. Quando analizzavamo la rosa dei premiati aveva sempre uno spunto interessante. Non era la sua una presenza pro forma perché presidente della fondazione, partecipava alla discussione e proponeva le sue idee, sempre con garbo e signorilità. Davvero una grande perdita. E so bene quando ha dato a Parma».

Gi.Mi.

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