Valmozzola
Valmozzola Prosegue senza sosta la discesa dei detriti verso valle della frana di Lamino, nel territorio comunale di Valmozzola.
Il movimento, seppur non improvviso, resta costante e desta crescente preoccupazione, soprattutto alla luce delle condizioni meteo previste nei prossimi giorni e dell’ingente quantità d’acqua che continua a scaricare il rio che attraversa l’area interessata dal movimento gravitativo, riattivato nelle ultime settimane dopo una tregua durata una decina d’anni.
Nella giornata di ieri sono proseguiti i monitoraggi e i due mezzi meccanici situati a bordo della strada provinciale, sono pronti a intercettare la colata di fango e a rimuovere il materiale franoso a ridosso della strada, un’arteria fondamentale per i collegamenti interni che uniscono la strada statale di Fondovalle all’abitato di Lamino, Calcaiola e a un’azienda agricola con un allevamento di circa 600 capi, senza dimenticare che poco più a valle corre la strada statale.
Gli interventi si concentrano in particolare sulla pulizia e sull’alleggerimento dei detriti che, spinti lentamente ma in modo continuo, tendono ad accumularsi in prossimità della carreggiata, riducendo i margini di sicurezza e aumentando il rischio di ulteriori criticità.
La situazione è costantemente monitorata dai tecnici e dagli enti competenti, Regione Emilia-Romagna e Comune di Valmozzola, che effettuano sopralluoghi giornalieri per valutare l’evoluzione della frana e le eventuali ripercussioni sulla viabilità e sulle aree circostanti.
Al momento non si registrano chiusure totali della strada comunale, ma l’attenzione resta alta e non si escludono provvedimenti più restrittivi qualora le condizioni dovessero peggiorare. A destare particolare apprensione è il ruolo dell’acqua. Le recenti piogge hanno già contribuito ad alimentare il movimento della colata detritica e il rio, gonfio e carico, continua a convogliare grandi volumi d’acqua lungo il versante instabile.
La frana di «Monte Gallo», come ricordano alcune persone della zona, è caratterizzata a monte da una «forcella» di roccia, una strettoia disegnata dalle rocce, dove è trattenuta gran parte dei detriti accumulati negli ultimi dieci anni, che a loro volta formano uno sbarramento che determina l’accumulo di acqua.
In questo contesto, le nuove ondate di maltempo annunciate dalle previsioni meteorologiche rappresentano un fattore di rischio significativo: ulteriori precipitazioni potrebbero accelerare la discesa del materiale e ampliare il fronte della frana che, anche durante il periodo natalizio, ha subito diverse oscillazioni.
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