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L'ultimo saluto

Carignano, Claudio e Cristina Boscoli morti a poche ore di distanza. La figlia Chiara: «Inseparabili da 56 anni»

Carignano, Claudio e Cristina Boscoli morti a poche ore di distanza. La figlia Chiara: «Inseparabili da 56 anni»

17 Gennaio 2026, 03:01

«Vogliamo credere che il legame di Claudio e Cristina non viene spezzato con la morte, ma prosegue nell'amore infinito». Un raggio di sole entra nella piccola chiesa di Carignano, quando don Gianluca Limonta pronuncia queste parole. Una luce breve, ma potente, che rompe per un attimo il giorno di nebbia per l'ultimo saluto a Bonfiglio Claudio Boscoli e alla moglie Cristina Galleri, scomparsi a poche ore di distanza.

La chiesa è gremita di amici e parenti, tutti stretti alla figlia Chiara. Le due bare di legno chiaro ricoperte di rose e margherite sono una vicina all'altra, davanti all'altare, come nel matrimonio.

«Dall'aurora al tramonto» canta il coro: «Non sia turbato il vostro cuore - dice nell'omelia don Limonta -. Anche noi siamo turbati per la perdita quasi contemporanea di Claudio e Cristina. Dobbiamo chiedere al Signore la forza della preghiera per stare vicino alla figlia Chiara». Il parroco parla di speranza, che ha un solo nome: quello di Cristo, «che si fa carico del nostro turbamento per dare forza alla figlia. Claudio e Cristina hanno camminato insieme, si sono scelti. Hanno condiviso gioia e sofferenze. La luce dell'amore che viene da Dio non finisce con la morte. La promessa è che anche per Claudio e Cristina l'ultima parola è quella di Dio. E come nel sacramento del matrimonio Claudio e Cristina hanno fatto un'alleanza, oggi vogliamo credere che questo legame - ripete il parroco - non viene spezzato ma prosegue nell'amore infinito». Così i coniugi Boscoli vengono consegnati nelle mani del Padre: ancora insieme, nel riposo eterno al cimitero di Vigatto. Un ultimo viaggio accompagnato da una messa cantata, in cui risuonano le note dell'amore, del sacrificio e della fedeltà, nel rispetto di un'inseparabile unione.

Claudio Boscoli era nato a Lemignano il 25 novembre del 1951 ed è scomparso improvvisamente lunedì scorso. La moglie Cristina Galleri era nata a Parma, in centro città, il 23 aprile del 1949 ed è scomparsa purtroppo mercoledì scorso, a 56 ore dalla morte del marito.

Cinquantasei, come gli anni in cui sono stati insieme. Claudio e Cristina si sono conosciuti a una festa di Capodanno e da quel momento non si sono più lasciati. E non si lasceranno più.

Sposati l'8 maggio 1982, dal matrimonio è nata la figlia Chiara che lavora nell'azienda di famiglia: la Società agricola Boscoli e figli di Carignano, nota per la produzione di pomodoro e di Parmigiano reggiano. Un'azienda fondata da Claudio Boscoli nei primi anni Novanta insieme ai fratelli Franco e Alberto. Una vera vocazione per la terra: anche il loro papà, Alide, faceva l'agricoltore.

«Mio padre Claudio era una roccia - ricorda nella commozione la figlia Chiara -. Non era mai stanco, ma è morto dopo una caduta. Era una persona molto socievole, amico di tutti. Un grande lavoratore, che non guardava mai l'orario, l'importante per lui era che le cose venissero fatte bene».

«Anche mia mamma era una roccia e non si lamentava mai - continua Chiara -. Anche lei ha lavorato tanto, prima alla Pandea, poi in un'azienda di San Prospero per poi tornare alla Pandea. Nonostante negli ultimi tempi si fosse ammalata, anche la sua è stata una morte improvvisa: ciò che l'ha sempre tenuta in vita è stato prendersi cura di mio padre ed evidentemente non ha retto la sua morte. Quando è mancato papà, non è più riuscita a lottare come voleva. Era molto preoccupata per me e non avrebbe voluto lasciarmi sola».

Una coppia eccezionale, nella vita come nella morte. Una coppia davvero inseparabile, con le stesse passioni: prima il lavoro, poi il divertimento, che voleva dire stare con i tanti amici, viaggiare. E Cristina e Claudio di viaggi ne hanno fatti tanti. Una coppia molto conosciuta a Carignano e stimata.

«Certo - accenna un sorriso Chiara -, le bisticciate non mancavano, ma l'umore di uno ricadeva sull'altro. Nella diversità erano complementari, decisi a costruire insieme qualcosa di importante: la nostra famiglia, forte dei loro valori, gli stessi che mi hanno insegnato, come il rigore morale, la gentilezza, mai giudicare, la disponibilità per essere presenti con le persone ma senza essere invadenti. Soprattutto, mi hanno insegnato che se si vuole ottenere una cosa, bisogna lavorare sodo. Mi hanno insegnato che quello che arriva dalla vita non è mai scontato e occorre guadagnarselo».

Poi Chiara si ferma un attimo e fa un lungo respiro: «Sono stata fortunata ad avere due genitori così. Saranno sempre con me».

Mara Varoli

© Riproduzione riservata

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