×
×
☰ MENU

NEONATI SEPOLTI

Chiara, parenti e amiche al processo: «Lei è rimasta sempre la stessa. Nessun comportamento diverso e neanche un filo di pancia»

Chiara, parenti e amiche al processo: «Lei è rimasta sempre la stessa. Nessun comportamento diverso e neanche un filo di pancia»

20 Gennaio 2026, 09:28

Tutti hanno conosciuto la «solita» Chiara. Lei che usciva con gli amici, sorrideva e soprattutto portava con disinvoltura magliettine mignon sopra sopra gli shorts. Fino a pochi giorni prima di partorire il secondo figlio, nella notte tra il 6 e il 7 agosto 2024, e a due giorni dalla partenza per la vacanza a New York, era la ventenne che avevano sempre visto. Tra parenti, ragazze della compagnia e amici di famiglia, oltre a una delle titolari del negozio di Traversetolo in cui Chiara lavorava ogni tanto come commessa, sono sfilati in nove davanti alla Corte d'assise. E tutti hanno ripetuto le stesse parole: «Lei era quella di sempre. Nessun comportamento differente. E non si vedeva un filo di pancia». Amiche «strette», o almeno così si professano, che anche dopo aver saputo che era Chiara la madre di quei due bambini finiti sotto una coltre di terra in giardino, dicono di aver preferito non chiedere, o domandare il meno possibile, per non turbarla. «Le ho solo dato un abbraccio. Di affetto», spiega una ragazza. «Mi ha detto che stava affrontando la cosa con i medici, e poi ho preferito cambiare discorso», aggiunge un'altra. Increduli, poi, gli amici che erano in viaggio insieme a Chiara e a tutta la famiglia negli Stati Uniti. Era stato il padre della ragazza a ricevere un messaggio dal vicino di casa mentre ancora tutti erano in fila all'aeroporto di New York per il controllo dei passaporti. Diceva che avevano trovato un neonato morto nel suo giardino. «Per me Chiara non c'entrava nulla - racconta una delle amiche del gruppo di viaggio -. Poi, dopo 2-3 giorni, mi è venuto un lampo. Ho pensato a ciò che la madre di Chiara mi aveva detto: la figlia aveva avuto un'emorragia qualche giorno prima di partire. Un pensiero, ma è finita lì». Il sangue nella taverna di casa. La notte del parto.

G.Az.

© Riproduzione riservata

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI