Truffa aggravata, commessa con la tecnica del “finto carabiniere” ai danni di un’anziana
09 Febbraio 2026, 10:49
La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Parma, concordando pienamente con le risultanze investigative prodotte dai Carabinieri della Stazione di Noceto, ha chiesto ed ottenuto dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale l'applicazione di due misure cautelari personali a carico di due cittadini italiani, gravemente indiziati, in unione e in concorso tra loro, del delitto di truffa aggravata, commessa con la tecnica del “finto carabiniere” ai danni di un’anziana residente a Noceto.
A carico degli indagati, in particolare nei confronti di M.G. cl. 1979 è stata disposta la custodia cautelare in carcere mentre a carico di S.S.S. cl. 2006, sono stati disposti gli arresti domiciliari congiuntamente all’applicazione del dispositivo elettronico di controllo a distanza. Il modus operandi ricalca un copione consolidato: una telefonata in cui un sedicente esponente delle forze dell'ordine prospetta un grave problema giudiziario a carico di un familiare. Nel caso di specie, nei primi giorni di ottobre 2025, una donna di 83 anni di Noceto ha ricevuto una telefonata da un finto carabiniere che le ha comunicato che la targa dell'auto di famiglia era stata clonata e utilizzata per commettere dei furti. L'interlocutore ha intimato all’anziana di preparare tutto il denaro e i gioielli custoditi in casa, affermando che di lì a breve sarebbe arrivato un "collega" per effettuare un controllo dei preziosi, in modo da escludere che si trattasse della refurtiva dei furti commessi. L'anziana, convinta di eseguire un ordine legittimo dell’autorità, ha consegnato al complice, presentatosi alla porta come “carabiniere”, la somma di 2.500 euro in contanti, due orologi, una catenina e una fede in oro, dandosi poi velocemente alla fuga con tutti i preziosi e il denaro. L’articolata attività investigativa - scaturita dalle immediate indagini dei Carabinieri di Noceto avviate dopo la truffa, con il supporto della Polizia Locale di Noceto, che ha fornito le registrazioni delle telecamere comunali - ha permesso di isolare il numero di targa della presunta auto utilizzata dal sedicente carabiniere per allontanarsi dalla zona. Nel corso delle indagini, il veicolo in fuga è stato intercettato lungo l'autostrada A1 all'altezza di Bologna Sud. I due occupanti (identificati negli odierni indagati) hanno tentato una disperata fuga per circa sei chilometri, lanciando oggetti dai finestrini, ma sono stati bloccati. A bordo, nella loro disponibilità sono stati rinvenuti 1.640 euro e nascosta in un sacchetto per alimenti, la fede in oro sottratta alla vittima. Nel corso delle indagini, proprio mentre l’anziana sporgeva denuncia, il quadro indiziario si è ulteriormente consolidato grazie agli accertamenti tecnici sui telefoni sequestrati, che hanno rivelato la presenza dell’indirizzo della vittima memorizzato nella messaggistica. I Carabinieri di Noceto hanno poi fornito riscontri decisivi incrociando i dati dei varchi di transito con le testimonianze dei vicini di casa, permettendo così di collocare sulla scena del crimine sia l'auto che uno degli indagati, successivamente riconosciuto dai testimoni e dalla vittima nel corso dell’individuazione fotografica. L'ordinanza è stata eseguita i nei primi giorni di febbraio u.s. dai Carabinieri di Noceto in territorio campano, con l'ausilio dei colleghi del posto: M.G. è stato rintracciato e trasferito in carcere mentre S.S.S. dopo il suo rintraccio è stato sottoposto agli arresti domiciliari con il dispositivo di controllo a distanza. Ovviamente – nel rispetto del principio della presunzione di innocenza – gli indagati in questione avranno modo di esporre al GIP le proprie posizioni a fronte delle accuse che gli sono state mosse.