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Un caffè con il cronista

Fa tappa in piazza Miodini. Felino, voglia di rinascita

Noceto

di Anna Maria Ferrari e Giuseppe Milano

06 Novembre 2022, 14:21

«Rivitalizzare la piazza e il paese» Fa discutere il senso unico nel viale

Vuoi capire un paese? Vai al mercato. Ne è sicuro Andrea Trauzzi, felinese del sasso e ambulante storico, un mito tra le bancarelle: «Eh, sì, il banco è l'attività di famiglia dal '49, - spiega - selezione di calzature, puntiamo tutto sul made in Italy». La piazza come specchio del paese, dunque: e allora, com'è Felino vista da piazza Miodini? «Oggi è il sabato del villaggio. Gente, chiacchiere, caffè. Ma dal lunedì al venerdì, questa piazza è un parcheggio. Bisogna farla rinascere».
Piazza Miodini, gran viavai ai tavolini del Red Bar, davanti alle bancarelle. Da qui riparte il viaggio della Gazzetta di Parma tra i paesi del Parmense, con l'iniziativa «Un caffè con il cronista», alla sua sesta tappa. A raccogliere la voce della gente, Sabrina Schianchi, responsabile Marketing, i collaboratori Elisa Contini e Massimo Morelli, i giornalisti Beppe Milano e Anna Maria Ferrari. Eccoci a Felino, quasi 10mila abitanti, le scuole fino alle medie, l'abbraccio delle colline addosso e l'atmosfera è speciale. Tantissimi felinesi, al Red Bar, ieri mattina: voglia di raccontarsi e di raccontare il paese, molto amato. Radici, amarcord. Voglia di riscatto.

Rinascita. Lo spiega bene Stefano Cantarelli, musicista, «timpanista per l'esattezza. Alle spalle 150 anni nell'orchestra sinfonica della Rai», sorride. Una vita tra Milano e Torino, poi il ritorno. Cosa c'è qui di così interessante? «C'è il cuore. Ma a's mora ad neglénsa». Di noia, si muore: «Speriamo di rinascere», alza lo sguardo assieme all'amico Maurizio Medioli, ingegnere. Che la piazza debba diventare «un trampolino di lancio», lo pensa anche Gian Luca Giovanardi, ex dirigente sanitario dell'Ausl, felinese di ritorno: «Ho riscoperto il valore delle realtà piccole». Il sogno nel cassetto? «Felino, Sala e Parma assieme per una pista ciclabile sicura per le colline». Per l'ex consulente finanziario Giuseppe Benassi, la domanda da un milione di dollari è «come far rialzare questo paese seduto»: «Il punto è la viabilità. Il viale centrale a senso unico rende indispensabili le rotonde. Bisogna accelerare i tempi per quella tra la Provinciale e via Baldi». Centri per i giovani, aggiunge Gianguido Poma, assicuratore e allenatore del Parma Clima, fiore all'occhiello del nostro baseball: «Ci sono due scuole elementari in disuso che potrebbero essere luoghi di aggregazione». Idem per Monica Borettini, «far qualcosa per i giovani». Protesta per «i ragazzacci», invece, Maria Ada Bonassi, «perché due sono entrati nel mio cortile, a San Michele Tiorre. Non è la prima volta. Ci vogliono le telecamere». «S'è perso il senso di comunità», aggiunge Massimiliano Ferrari e la mamma Gabriella Dodi, ex titolare della merceria Bruno Ferrari, annuisce. A far comunità ci provano ogni santo giorno Maria Cristina Iotti e Corrado Molinari, anime del Red bar, assieme Pierluigi Miodini, l'«aiutante del sabato». «Questo senso unico nel viale principale non va bene. Ha svuotato il centro. La piazza deve vivere. Noi facciamo ogni sforzo», dice Maria Cristina. E Corrado: «Tutti dobbiamo rimboccarci le maniche. Bisogna collaborare, non litigare». Al tavolo sorseggia il caffé Sula Islam, albanese, felinese da 20 anni: «Mi sono subito trovato bene. Lavoro in un prosciuttificio. Qui c'è la mia vita. Cosa vorrei? Più feste di paese». È amareggiato per la sorte del circolo Coruzzi, 150 anziani tesserati, «privati della loro sede storica», l'ex assessore Enrico Campari, che ha dato le dimissioni dall'incarico proprio per questo: «È stata loro negata la permanenza perfino nel periodo estivo. - aggiunge - Perché non indirizzare i giovani al Circolino del Casale, che ha carenza di volontari per la gestione?». Difende il senso unico nel viale centrale, invece, Barbara Delendati, segretaria Pd da un anno: «Una scelta per la qualità della vita, l'ambiente, la sicurezza. La piazza va rivitalizzata con la gente, non con le auto. Il problema semmai è il Pnrr: un'occasione persa».

E la sicurezza ? Le «baby gang»? «Problema azzerato. Situazione del tutto sotto controllo. Felino è un paese sicuro», chiarisce subito Dino Romano, maresciallo capo a Sala Baganza e Felino, qui con il suo vice Carmine Di Nuzzo e gli appuntati Nicola Iacobone e Leonardo Fiore. Il segreto? «Tutti identificati, sempre. Com'è successo nella rissa al parco Rondani: in 24 ore avevamo scoperto i 20 partecipanti. Con nome e cognome». Franco Drigani, comandante della Polizia locale dell'Unione pedemontana, lancia un appello: «Tutti i cittadini devono lavorare per la sicurezza. Invito a scaricare l'app Vigilium: è un controllo di vicinato online, ci serve per ricevere le segnalazioni. Collaboriamo tutti per il paese». Felino e le sue colline mozzafiato: «Facciamolo vivere, questo stupendo paese».

«Stupendo. Cerchiamo casa» «Servono spazi per i giovani»

Due caffè sono sul tavolo di Maria e Giovanni, parmigiani in trasferta per un giorno a Felino. Sorridono sotto al sole e mettono subito le cose in chiaro: non solo amano questo paese ma, dicono in coro, «siamo a caccia di un appartamento per venirci a vivere». Pensionati, sognano un buen retiro «fatto di tranquillità, ma anche di tanti servizi efficienti» e da Parma vogliono venire qui. «Abbiamo iniziato ad apprezzare Felino da quando, a causa pandemia, abbiamo deciso di venire al mercato del sabato per evitare gli assembramenti di quelli in città». Ed è sbocciato l'amore... «Ci siamo già rivolti a delle agenzie e continuiamo a cercare». Uno spot niente male per Felino dove, al sabato mattina, si ritrovano anche Franca, Marisa e Rossana Fanti. «Io abito in paese da 45 anni», esordisce Franca e «ogni settimana “ospito” le mie sorelle». «Appuntamento fisso che non ci perdiamo per niente al mondo – chiosano Marisa e Rossana – Ci ritagliamo una mattina tutta per noi. Ed è bellissimo», perché «se non ci vediamo stiamo male». Sono invece cugine Carla e Maria. Maria vive a Felino «da quando avevo 14 anni. Proprio qui dove c'è il bar un tempo c'era la fabbrica del pomodoro dove ho lavorato da operaia. Per tre anni sono andata via, a Parma, ma poi il richiamo del paese è stato più forte. E qui vive anche mio fratello, mia figlia ed il mio bellissimo nipote». La cugina, invece, è «di Parma. Ma per fare due chiacchiere scegliamo sempre Felino».

Una vita in paese invece per Tienna Belli. «Sono nata qui e ho sempre vissuto qui. È la mia dimensione. Mia figlia ha un negozio di abbigliamento al centro commerciale ed io fino a qualche anno fa ho lavorato alla Felinese, partecipavo - e ride - a confezionare il nostro fantastico prodotto tipico». Sapori e tradizioni made in Felino anche per Concetta Cacciani del Centro Studi Val Baganza. «Questo territorio nella storia non ha avuto solo la cultura del maiale ma anche quella della canapa. Qui c'erano aziende che producevano biancheria, fiammiferi e poi la farina - racconta Concetta, molto impegnata anche nei corsi dell'Università popolare - Ora siamo pronti a ricordare questo prodotto con un biscotto, a base di farina di canapa, che riproduce il nostro monumento al maiale. Sarà, ci auguriamo, una bella novità per Natale».

«Ma questo paese deve migliorare sul fronte della viabilità», dicono invece Lidia e Paola Berluzzi. «Io vengo al mercato in autobus ma da quando hanno rifatto via Roma e il capolinea è lontano, sono costretta a comprare meno - si rammarica la signora Paola - Prima il bus arrivava qui e con le borse piene non facevo fatica. Ora, al mio fruttivendolo di fiducia, dico al massimo un chilo di verdura, nulla di più». «E servono più spazi per i giovani - chiede invece Milena Mula - Mio figlio ha sedici anni e l'unica cosa che trova è un campo da basket vicino casa. I suoi pomeriggi li passa lì», perché «purtroppo non c'è altro». «Servono più spazi per i ragazzi - ribatte la signora Gianna - E pensare che qui la famiglia Gerboni per loro ha fatto tantissimo». Annuisce Anna Miodini che però, per il resto, dice «c'è tutto».
L'ultimo ospite del bar, ma «niente caffè», è Maurizio Gallantini. «Da nove anni le mie mattine le passo a raccogliere rifiuti in giro per le strade. Tutti mi conoscono. Lo faccio per amore della mia comunità e per i miei quattro nipoti. Voglio lasciare loro una Felino più bella e pulita».

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