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BOSCHI DI CARREGA

La vendita del casino di caccia: Azzolini e Caselli protestano

La vendita del casino di caccia: Azzolini e Caselli protestano

26 Giugno 2023, 10:12

Vendita della parte pubblica del casino dei Boschi di Carrega, scoppia la polemica.

Patrizia Caselli e Tiziana Azzolini attaccano. «La vendita pone interrogativi di metodo e di legittimità», afferma Patrizia Caselli, segretario provinciale della Lega e copogruppo di Cambiamo Collecchio.
E spiega perché: «Il casinetto fu acquistato dal Parco dei Boschi di Carega negli anni Novanta, investendo cospicui fondi pubblici. Poi furono spesi centinaia di milioni di lire per ristrutturalo. E, infine, l’acquisto agli inizi degli anni Duemila, di altre porzioni dell’immobile e di un’ampia area del parco. La vendita è un epilogo indecoroso e vergognoso».
«Spero che tutto questo - prosegue - sia attenzionato dalla Corte dei Conti. In trenta anni sono stati spesi milioni di euro, per poi vendere quanto si è acquistato e ristrutturato ad un prezzo che non copre minimamente gli investimenti fatti in passato. Un pessimo esempio di gestione della cosa pubblica. Tanto più che qualcuno, ai tempi, propose un project financing, per affidare a privati il recupero e la gestione degli immobili. E invece niente».
«Il problema - continua Patrizia Caselli - è che si tratta di soldi pubblici, di tutti noi. Uno sperpero che meriterebbe un’indagine approfondita. La vendita è un’idea malsana partorita dalle menti dei rappresentanti locali di quella sinistra che negli anni ha sempre dimostrato scarsa perspicacia e totale mancanza di prospettiva. Difendere i gioielli del nostro territorio è un dovere, tutto il resto è il nulla».


Tiziana Azzolini del gruppo di opposizione di Sala Attiva afferma: «Regione, Parco, Provincia e Comuni di Sala Baganza e Collecchio si sono dimostrati assolutamente incapaci di far vivere uno dei gioielli legati alla principessa Maria Luigia. Un tradimento quello perpetrato dai politicanti d’oggi addirittura peggiore della vendita da parte dei Savoia ai privati delle residenze del ducato, una volta che ne erano entrati in possesso dopo l’unità d’Italia. Una sorpresa per noi cittadini, pur essendo una struttura acquistata dai Comuni di Sala Baganza Collecchio Parma e in minima parte da Felino e Fornovo dalla famiglia Carrega e regalata alla regione Emilia-Romagna. Ora andrà in vendita. Come Sala Attiva nell’ultima tornata amministrativa avevamo proposto di portare lì tutte le scuole salesi».


«I rappresentanti del Pd, in corsa alle elezioni, riversarono solo veleno su una proposta che oggi viene fatta propria dalla gestione del Parco. Due anni fa, ancora in piena pandemia, e con i fondi del Pnrr sarebbe stato possibile. La responsabilità politica della cattiva gestione dei Boschi di Carrega - conclude Tiziana Azzolini - si conclude con una vendita a privati con un progetto alquanto nebuloso. Ancora una volta chi governa non ha saputo valorizzare ciò che la storia ha regalato al nostro territorio».
r.c.

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