I ladri fanno irruzione nella sede del Felino: rubate poche monete
di Massimo Morelli
14 Ottobre 2023, 09:43
Non può certo dormire sonni tranquilli il GS Felino. Infatti, dopo la visita dei ladri nella sede di via Galilei a fine agosto ed il furto di un decespugliatore un paio di settimane fa, nella notte tra mercoledì e giovedì ignoti hanno fatto visita alla sede del sodalizio rossoblù.
Una volta aperta una delle porte di accesso, probabilmente utilizzando un semplice cacciavite, i ladri, ma forse sarebbe meglio parlare al singolare, si è introdotto nell’ampio salone dal quale si accede poi alla sede della società. Nell’ufficio segreteria il malintenzionato ha aperto le ante degli armadi all’interno dei quali sono custoditi documenti e corrispondenza, buttando a terra faldoni e buste, rovistando poi tra i ripiani alla ricerca forse di denaro contante da arraffare. Terminata questa fase, che sicuramente non ha dato l’esito sperato, il ladro è uscito dalla segreteria per spostarsi nel salone dove si trovano due macchine erogatrici di bevande calde e fredde e di merendine. Con il solito cacciavite ha forzato le serrature delle due macchine, appropriandosi di diverse monete. Non è chiaro come mai l’autore della bravata abbia lasciato praticamente intatti i contenitori con la moneta all’interno: non parliamo di migliaia di euro, ma di un importo comunque interessante per chi era alla ricerca di denaro da utilizzare forse per acquistare una dose di stupefacente. L’amara scoperta è stata fatta da un collaboratore del GS Felino ieri mattina quando ha aperto la porta principale della sede: c’è voluto davvero poco per capire che qualcuno si era introdotto furtivamente nei locali della società sportiva. Sul posto sono arrivate poi i carabinieri del comando stazione di Sala Baganza per raccogliere la denuncia e per fare le verifiche del caso. Il GS Felino, vista la cadenza delle indesiderate visite nella sede, sta valutando l’installazione di sistemi di sicurezza con l’obiettivo di mettere la parola fine ai danneggiamenti purtroppo così frequenti. Massimo Morelli