Nel racconto di Nicola e Simone luoghi e personaggi borghigiani
I fratelli Guareschi: in un sogno rivive la Fidenza di una volta
05 Agosto 2025, 12:15
In città tutti conoscono i fratelli Nicola e Simone Guareschi, che allietano periodicamente i fidentini con le loro canzoni, la loro simpatia, il loro animo nobile e generoso. Ma si dilettano anche a scrivere e nella loro mente è riaffiorato un nostalgico ricordo, scaturito da un «sogno» di una città d’altri tempi, con i suoi noti personaggi. E il loro racconto ha raccolto tanti elogi sui social, con centinaia di visualizzazioni. Ecco alcuni stralci.
«Stanotte, in quel momento in cui si diventa quello che di più intimo si è, Michele Salvetti è arrivato in sella alla sua Bmw. Siamo saliti con un sorriso, pronti a perderci in un tempo che ancora respira in noi. La prima tappa è stata il campo sportivo Craviari, dove la gioventù fidentina si allena con passione sotto un cielo senza tempo. Vincenzo Pincolini sfida l’aria nella corsa a ostacoli, Ciccio Rastelli lancia il disco con la forza di un super eroe, Dano Ferrari salta sempre più in alto, come se volesse toccare il cielo, e Ercole Zanella solleva pesi come se fossero piume, con la calma di chi sa di essere forte. Li guida, come un vecchio saggio, il prof Pratizzoli: vigile, sornione, con quello sguardo che sa dove si nasconde il vero talento». «Poi si riparte. Passiamo da Scott a prendere la Gazzetta. Con lui, come sempre, arriva la filippica anti-americana: una valanga di parole e convinzioni, eppure ci si affeziona anche a questo. Arriviamo al palazzetto Don Bosco, dove le ragazze della Fulgor volley sono in allenamento. Lollo Cantarelli, Sabrina Adorni e Irma Parma ci accolgono come vecchi amici: un sorriso, un abbraccio, la dolcezza che non si dimentica. Sulla via incrociamo e salutiamo guardando tanto in alto i fratelli Trevisan, stelle della Fulgor basket, autentici giganti per noi così piccolini». Ma Michele ha bisogno di un caffè, quello vero. «Ci porta da Franco Albignani, Alby, in torrefazione: profumo di chicchi tostati, una merenda che sa di buono e di bello. Poi via, sulle strade delle colline che amiamo. Il vento è gentile e i ricordi più forti. Arriviamo alla chiesa di Siccomonte, dove don Felice ci aspetta con un sorriso grande e un abbraccio ancora più grande. Si torna verso la Corea, il quartiere di tanti borghigiani». «A casa, il cortile è vivo: Massimo Molinari ci invita a giocare a basket, salendo le scale incontriamo Gian Carlo Loreni con papà Bruno che ci saluta in dialetto e mamma Maura con il suo sorriso discreto. Al piano di sopra, la Maria “di pèr” vive proprio sotto nonna Luisa. Quando entriamo, sentiamo una voce dal balcone: è Claretta Ferrarini che ci inonda di parole buone e dolci, come carezze mai dimenticate. Sta per cominciare il pranzo, e ci sediamo a tavola con Michele e i suoi genitori. Tutto è perfetto, tutto è tranquillo, tutto è pace, come in un film in bianco e nero. Ma proprio allora, un suono metallico e sconosciuto ci strappa via: è la sveglia dell’iPhone, che ci riporta in un presente dove i sogni come questo fanno fatica a resistere. Eppure, mentre apriamo gli occhi, un pensiero ci resta: forse il sogno era più “nostro” del giorno che ci aspetta». r.c.