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INFLUENCER E ELEZIONI

Aborto, Chiara Ferragni attacca il partito di Giorgia Meloni dal suo Instagram . La risposta della Rauti: "Falso che nelle Marche l'aborto è impossibile"

Ferragni

24 Agosto 2022, 11:10

"Fratelli d'Italia ha reso praticamente impossibile abortire nelle Marche, che governa. Una politica che rischia di diventare nazionale se la destra vince le elezioni". In una delle sue ultime storie di Instagram Chiara Ferragni riposta un contenuto del profilo di The Vision, rivista online lanciata nel 2017 da Andrea Rasoli e didicata ai millenial italiani, iniziando cosi la sua "campagna elettorale" contro il partito di Giorgia Meloni. 

Nell'immagine si vede un lettino nero in una stanza di ospedale. L'appello della influencer: "Ora è il nostro tempo di agire: e far si che queste cose non accadano". 

«Grazie a Chiara Ferragni si accende un faro sulle Marche governate da Fdi. Sono due anni che portiamo avanti questa battaglia da sole nell’indifferenza dei più». Lo scrive su Twitter Alessia Morani, deputata del Pd, rilanciando il post della influencer. «Le Marche sono il laboratorio della destra in Italia ed oggi la situazione è questa», conclude Morani, che invita la Ferragni nella regione.

«Brava Chiara Ferragni! Difendiamo l'aborto, la maternità consapevole e la salute delle donne. Nella Regione Marche, laboratorio della destra più nera, i diritti sono sotto attacco. Rischiamo ora che lo siano in tutta Italia. Chiediamo a Meloni: cosa pensa, onorevole, della Legge 194?». Lo afferma su Twitter la senatrice del PD Valeria Fedeli.

La risposta di Isabella Rauti e Eugenia Roccella

«Se la stampa e le influencer vogliono occuparsi seriamente dell’aborto nella regione Marche, dovrebbero informarsi sulla base dei dati e consultare le relazioni annuali al Parlamento sulla legge 194. Per esempio, leggendo l’ultima firmata dal ministro Speranza si evince che nelle Marche l’offerta del cosiddetto servizio di Ivg è di gran lunga superiore a quella nazionale: le interruzioni volontarie di gravidanza, possono essere effettuate nel 92,9% delle strutture sanita rie mentre la media italiana è del 62%». Lo dichiarano Isabella Rauti, responsabile del dipartimento famiglia di Fdi ed Eugenia Roccella candidata nelle liste di Fratelli d’Italia. «Per quanto riguarda gli obiettori, il numero di aborti a carico dei medici non obiettori è 0,8 aborti a settimana, non sembra quindi che l’obiezione di coscienza, diritto civile previsto dalla legge 194, sia un ostacolo. Per quanto riguarda il cosiddetto «aborto chimico» (pillola RU486), invece, va ricordato che le linee guida del Ministero non sono vincolanti (infatti l’Emilia Romagna ne ha sempre avute di proprie, diverse da quelle nazionali); e soprattutto che quelle attuali, emanate dal ministro Speranza, non rispettano la stessa legge 194, quando prevedono che l’aborto possa essere effettuato nei consultori ovvero fuori dalle strutture ospedaliere. E’ doveroso ricordare anche che la pillola Ru486 è un aborto più economico per il servizio sanitario ma più pericoloso per la salute delle donne, considerati i numerosi effetti collaterali e una mortalità più alta, come emerge dalla letteratura scientifica in materia». 

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