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Il caso

Allarme Asaps: "Incidenti, record spaventoso nel fine settimana". Upi e Fai: "L'autotrasporto merci non c'entra"

Record spaventoso: 45 vittime sulle strade italiane nel fine settimana 7- 9 ottobre

12 Ottobre 2022, 09:21

"Ci occupiamo da molti anni di incidentalità stradale: è noto. Ma mai ci era capitato di registrare in un fine settimana autunnale un numero così elevato di vittime. Un numero di morti superiore anche rispetto ai peggiori week end estivi". A dirlo è Asaps, l'Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale.   Il secondo fine settimana di ottobre ha fatto segnare  45 decessi sulle strade italiane. Nelle 72 ore prese in esame da Asaps, hanno perso la vita 7 persone su un pulmino, 14 automobilisti, 16 motociclisti, 1 vittima su una minicar  e 7 pedoni. Un aspetto, sottolineano i vertici di Autotrasporto e logistica dell’Unione parmense degli industriali  e  della Federazione autotrasportatori italiani Emilia "che non può essere ritenuta diretta all’autotrasporto merci".

Sono state 12 le vittime sulla rete autostradale, numero sul quale ha inciso lo spaventoso incidente con 7 morti nel tragico schianto di venerdì sorso: fra loro, oltre il conducente Massimo Pironi (ex sindaco di Riccione) e l’educatrice Romina Bannini,  cinque opersone con disabilità. "Anche come addetti ai lavori proviamo una profonda tristezza ed esprimiamo solidarietà per le famiglie di tutte le vittime". Dei 35 incidenti mortali ben 27 sono avvenuti su strade statali, regionali o provinciali. Mentre sono stati 5 sulle autostrade. La fuoriuscita del veicolo senza il coinvolgimento di terzi è stata la causa di 18 incidenti fatali su 35.
Fra le 45 vittime 20 avevano meno di 35 anni. La vittima più anziana aveva  73  anni. Sono state 9 le vittime nel Veneto, 8 in Piemonte, 5 in Lombardia e in Emilia Romagna, 4 in Toscana, 3 nel Lazio e Puglia, 2 in Campania, Trentino Alto Adige e Sicilia. Infine 1 rispettivamente in Friuli V.G. E Basilicata.  "Questo fine settimana con dati veramente paurosi è la conferma di una situazione infortunistica che appare sempre di più fuori controllo. Mancano analisi di dettaglio dei rilievi effettuati da tutte le forze di polizia, comprese le Polizie Locali che effettuano la maggior parte dei rilievi il cui dato complessivo manca nelle schede informative immediate. ASAPS riesce però a raccogliere anche questo dato che porta  alla stesura di cifre complessive veramente preoccupanti - si legge in un comunicato -. Mancano campagne informative sulla sicurezza stradale che viene sempre dopo, molto dopo le altre crepe sul terreno della sicurezza in genere. Assistiamo poi ad una diminuzione costante di pattuglie sulle strade mentre servirebbe un ripianamento e rinforzo  dei controlli sulle arterie statali e provinciali, cioè quelle - lo dicono le inappellabili cifre -  in assoluto col più alto tasso di mortalità. Assistiamo da tempo a una “remotizzazione” sempre più ampia dei controlli con l’ausilio dell’elettronica sicuramente molto utile, ma l’elettronica non intercetta alcol e droga alla guida, uso del cellulare, alterazione dei cronotachigrafi, mancato uso delle cinture e in qualche caso scivola su una attenzione certamente necessaria per il contrasto al superamento dei limiti di velocità, ma con la collocazione dei sistemi di controllo che a volte possono dare la sensazione, seppur in pochi piccoli enti,  che favoriscono più la cassa che la vera sicurezza". "E la politica? - continuano - Assente ingiustificata. Manca da anni una seria riforma del Codice della Strada e un intervento che imponga la costante attivazione della informazione ed educazione  stradale anche sui canali televisivi e gli altri media. Ma non c’è da stupirsi visto che nei programmi di tutti i partiti per le elezioni politiche non abbiamo letto una sola riga sul tema sicurezza stradale. Probabilmente è considerato argomento poco attrattivo per chi ricerca consenso. Argomento che esige invece misure serie come in altri paesi modello. Appunto."

In merito al comunicato stampa pubblicato da Asaps, l'Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale, riguardo il record di 45 vittime sulle strade italiane nello scorso fine settimana e l'affermazione dell'inesistenza di Campagne di sicurezza stradali, sono intervenuti il capoconsulta Autotrasporto e logistica dell’Unione parmense degli industriali Giampietro Sani e il presidente Fai Emilia Leonardo Lanzi: "E' opportuno chiarire che tale dichiarazione non può essere ritenuta diretta all’autotrasporto merci. Precisando che nel fine settimana i mezzi pesanti sono soggetti a divieti di circolazione e quindi circolano in misura molto limitata sul territorio autostradale italiano, si conferma quanto asserito dalle recenti statistiche della Polizia Stradale secondo cui la categoria degli autotrasportatori non è protagonista in maniera rilevante di incidenti sulle strade italiane (5.8%). La categoria è consapevole dell’immagine che le viene erroneamente attribuita ed è impegnata anche in percorsi di formazione verso gli autisti per aumentare la sicurezza con corsi di guida sicura, fissaggio del carico, rispetto norme sull’orario di guida e di riposo, corretto comportamento alimentare e tanti altri; non a caso si è da poco conclusa la settimana europea della mobilità con la Campagna Roadpol Safety Days in cui una rappresentanza dell’autotrasporto locale è stata invitata dalla Polizia Stradale per discutere della sicurezza stradale e rinnovare l’impegno a sensibilizzare gli operatori sul tema. C’è ancora tanto da fare ma non tutto dipende dal nostro impegno; è necessario che ci siano condizioni migliori nei luoghi di carico e scarico della merce per rendere meno stressante tali operazioni, ma soprattutto creare adeguate aree di sosta per mezzi pesanti sulle principali arterie stradali anche quelle urbane. Le associazioni sono costantemente impegnate a portare agli associati la cultura di impresa anche come “legalità" all’interno di un’azienda".

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