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Brasile

I seguaci di Bolsonaro assaltano il Parlamento brasiliano. Scontri con la polizia che riprende il controllo degli edifici istituzionali e arresta 150 manifestanti. Lula: "Puniremo i vandali e i loro finanziatori"

L'ex presidente è in Florida dal 30 dicembre.

I seguaci di Bolsonaro assaltano il Parlamento brasiliano. Scontri con la polizia che riprende il controllo degli edifici istituzionali e arresta 150 manifestanti. Lula: "Puniremo i vandali e i loro f

I seguaci di Bolsonaro assaltano il Parlamento

08 Gennaio 2023, 19:48

La polizia brasiliana ha usato dei candelotti di gas lacrimogeni per cercare di respingere centinaia di sostenitori dell’ex presidente di estrema destra Jair Bolsonaro che si sono riversati fuori dal Congresso di Brasilia, una settimana dopo l’insediamento del presidente di sinistra Luiz Inacio Lula da Silva. L’area intorno al congresso era stata transennata dalle autorità, ma i bolsonaristi che si rifiutano di accettare l’elezione di Lula sono riusciti a sfondare i cordoni di sicurezza e sono riusciti a salire sulla rampa del moderno edificio architettonico per occuparne il tetto.  In migliaia, poi,  hanno occupato gli edifici amministrativi della capitale Brasilia. I manifestanti hanno forzato le difese delle forze di polizia e dopo essere saliti sul tetto del Parlamento hanno fatto irruzione occupando uffici e sale. 

La polizia riprende il controllo degli edifici governativi. 150 persone sono state arrestate

La polizia brasiliana ha ripreso  il controllo del palazzo del Congresso, il Parlamento, evacuando i manifestanti pro Bolsonaro. In precedenza aveva strappato ai seguaci di Bolsonaro il palazzo della Corte suprema e quello del presidente. -Almeno 150 sostenitori de Bolsonaro, sono stati arrestati dopo l’assalto ai palazzi del potere a Brasilia. Lo riferiscono diversi media.
Le immagini trasmesse dalla Cnn Brasile mostrano i bolsonaristi vestiti di giallo e verde scendere in fila indiana, con le mani dietro la schiena, la rampa del palazzo presidenziale di Planalto, circondati dalla polizia. In altre immagini si vede un bus pieno di manifestanti arrestati partire in direzione di un commissariato. In precedenza, la polizia al Senato ha annunciato di aver arrestato 30 persone nella Camera. Con il passare delle ore, le forze dell’ordine sembravano riprendere gradualmente il controllo della situazione anche se decine di manifestanti sono ancora sul posto.

Riunione d'emergenza del governo. Lula: "Puniremo i vandali e i loro finanziatori"

Il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha tenuto una riunione d’emergenza con i ministri dell’esecutivo, dopo l’assalto dei fan di Jair Bolsonaro ai palazzi delle istituzioni. Lula si trova ad Araquara, nello Stato di San Paolo. Alla riunione hanno partecipato i ministri della difesa, della giustizia e dei rapporti istituzionali. Lo riportano i media locali.

Il presidente brasiliano Lula ha decretato l'intervento federale nel distretto di Brasilia per il ristabilimento dell’ordine pubblico, dopo l’assalto dei sostenitori di Jair Bolsonaro al Parlamento, al Palazzo Presidenziale e alla Corte Suprema. "L'obiettivo è contenere l’invasione e lo stravolgimento dell’ordine pubblico", ha detto Lula in un intervento trasmesso dalle televisioni brasiliane. "Questi vandali saranno trovati e puniti - ha aggiunto -. Vogliamo scoprire chi sono i finanziatori di queste azioni, vi garantiamo che saranno puniti". «Valutiamo la possibilità» di schierare «l'esercito per far sgomberare» il Parlamento, ha concluso Lula.  

Vetri rotti, seggi dell'Aula distrutti e funzionari che aspettano di essere evacuati

I manifestanti, vestiti di giallo e verde, hanno attaccato oltre al Parlamento e il Tribunale supremo elettorale e la Corte suprema e - secondo quanto riporta "O Globo" - sono in atto episodi di vandalismo. I video rilasciati da persone all’interno dell’STF, scrive ad esempio il giornale brasiliano, mostrano persone che rompono i seggi della plenaria. A Palazzo Planalto, il piazzale dove si trovano la sede della residenza presidenziale, il Parlamento brasiliano e della Corte suprema, sono «stati rotti vetri delle finestre». I manifestanti sono giunti sul posto dopo aver sfondato un blocco delle forze di sicurezza al termine di una prevista manifestazione a sostegno dell’ex presidente. 

Sono immagini da girone dantesco quelle che rimbalzano da Brasilia, con migliaia di supporter bolsonaristi che assediano la piazza del Planalto, mentre funzionari del governo attendono le forze aeree per lasciare la zona.

Il ministro della Giustizia: "La forza non prevarrà"

«Questo assurdo tentativo di imporre la volontà con la forza non prevarrà. Il governo del distretto federale afferma che ci saranno rinforzi. E le forze a nostra disposizione sono al lavoro. Io sono nella sede del ministero della Giustizia». Così su twitter il ministro della giustizia brasiliana Flavio Dino sull'assalto alle sedi istituzionali a Brasilia da parte di sostenitori dell’ex presidente Bolsonaro.

Il presidente del Senato. "Le punizioni per i golpisti saranno severe"

Il presidente del Senato brasiliano, Rodrigo Pacheco, ha ripudiato oggi gli «atti di terrorismo» visti a Brasilia e ha affermato che i golpisti devono «subire immediatamente tutto il rigore della legge». Pacheco ha anche detto di aver parlato per telefono con il governatore di Brasilia, Ibaneis Rocha. «Ho parlato poco fa, per telefono, con il governatore del Distretto Federale, Ibaneis Rocha», che lo ha informato che «sta concentrando gli sforzi di tutto l’apparato di polizia per controllare la situazione». «Le forze di sicurezza del Distretto Federale sono impegnate - ha assicurato Rocha - insieme oltre al contingente di polizia di cui dispone il Parlamento».

Esonerato il ministro alla Sicurezza dello Distretto federale di Brasilia. Ne è stato chiesto l'arresto

Il governatore del Distretto federale di Brasilia, Ibaneis Rocha, ha disposto oggi l’esonero del suo ministro della Sicurezza, Anderson Torres, considerato vicino a Jair Bolsonaro e ritenuto da vari leader politici responsabile del caos legato con l’offensiva del "popolo di Bolsonaro" oggi nella capitale. Secondo il quotidiano Estadao, Torres si è recato a Orlando, in Florida, dove si trova Bolsonaro. L’organo che rappresenta il Paese di fronte alla Giustizia, l’Advocacia Geral da Uniao (Agu), ha presentato una richiesta di arresto immediato di Torres. 

La solidarietà della Ue a Lula

«Condanna assoluta dell’assalto alle istituzioni democratiche del Brasile. Pieno sostegno al Presidente Lula Da Silva, democraticamente eletto da milioni di brasiliani attraverso elezioni giuste e libere». Lo scrive in un tweet il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel.

La condanna degli Stati Uniti, della Francia e del Messico

«Condanniamo gli attacchi di oggi alla Presidenza, al Congresso e alla Corte Suprema del Brasile. Usare la violenza per attaccare le istituzioni democratiche è sempre inaccettabile. Ci uniamo al presidente Lula nel sollecitare la fine immediata di queste azioni». Lo ha scritto su Twitter il segretario di stato americano, Antony Blinken.

Anche la Francia condanna «con la massima fermezza», le violenze in corso contro tre istituzioni della democrazia brasiliana. Questi attacchi contro il Congresso, la Presidenza della Repubblica e la Corte Suprema «costituiscono un’inaccettabile messa in discussione del risultato di un’elezione democratica, vinta senza ambiguità il 30 ottobre scorso dal sig. Luiz Inacio Lula da Silva», ha scritto il ministero degli Esteri in un comunicato.

Lula «non è solo» contro il «tentativo di golpe» portato avanti dai sostenitori dell’ex presidente Jair Bolsonaro. Così si è espresso oggi il presidente del Messico, Andres Manuel Lopez Obrador, dopo che migliaia di manifestanti hanno occupato e vandalizzato le principali sedi delle istituzioni democratiche. «Riprovevole e antidemocratico il tentativo golpista dei conservatori del Brasile fomentato dai vertici del potere oligarchico», ha scritto Lopez Obrador su Twitter. «Lula non è solo, può contare con il sostegno elle forze progressisre del suo Paese, del Messico, del continente americano e del mondo», ha aggiunto.

La condanna di Tajani

«Sto seguendo con preoccupazione quanto sta accadendo in Brasile. Ogni atto di violenza contro le istituzioni democratiche deve essere condannato con grande fermezza. I risultati elettorali vanno sempre e comunque rispettati». Così il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani commenta in un tweet quanto sta succedendo in Brasile.

L'ex presidente è in Florida dal 30 dicembre

L’ex presidente Jair Bolsonaro, che non ha mai fatto le congratulazioni a Lula per la sua elezione, ha lasciato il Brasile il 30 dicembre, due giorni prima della fine del suo mandato, e a bordo dell’aereo presidenziale dell’Aviazione militare è andato in Florida, negli Stati Uniti.

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