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L'uomo individuato dai carabinieri e arrestato per lo stupro a Milano
Un uomo di 27 anni è stato fermato su ordine della Procura di Lodi con l’accusa di aver violentato una donna mentre faceva jogging il 23 dicembre dell’anno scorso nelle campagne di Locate di Triulzi, nel Milanese. Il provvedimento è già stato convalidato dal gip di Milano. L'indagine è stata condotta dai carabinieri di San Donato milanese. L’uomo, un nordafricano, si trova ora in carcere.
I carabinieri della compagnia di San Donato Milanese, coordinati dalla Procura di Lodi, hanno ricostruito la dinamica dell’aggressione e della violenza, e hanno raccolto, a carico dell’uomo, i necessari e gravi indizi di colpevolezza per il fermo.
Le indagini hanno verificato che, nel pomeriggio del 23 dicembre 2022, mentre la vittima stava facendo jogging da sola in una zona di campagna nei pressi della località Cascina Nesporedo, a Locate, era stata aggredita alle spalle dall’uomo che, tappandole la bocca per impedirle di chiedere aiuto, l'aveva trascinata nella vicina boscaglia e l’aveva violentata.
Il fermo, disposto dai pm di Lodi, è stato eseguito a San Donato milanese e pertanto, della convalida si sono occupati per competenza la Procura di Milano e il gip del capolugogo lombardo che trasmetterà gli atti a Lodi per il prosieguo dell’inchiesta.
Il giovane è un pusher della zona
Abdelfatah Ennakach, il marocchino fermato dai carabinieri di San Donato spacciava nella zona in cui è avvenuta la violenza, in particolare «nei pressi della cascina Nesporedo» e «avrebbe molestato sessualmente altre donne nello stesso luogo».
Lo scrive il gip di Milano Daniela Cardamone, che ha convalidato il fermo e disposto il carcere per l’uomo (poi il giudice passerà gli atti a Lodi), nell’ordinanza nella quale si indicano, passo passo, tutti gli elementi della serrata e complessa indagine, tra cui testimonianze, tabulati, analisi delle impronte su alcuni oggetti e il match del Dna, che hanno portato al fermo, eseguito tre giorni fa.
Il 26enne, davanti al gip, ha confessato sostenendo che in quel momento «era ubriaco» e tentando pure di dirsi «dispiaciuto». Agli atti anche la denuncia e il racconto della vittima, «scioccata e traumatizzata per la violenza subita».
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