PALERMO
A salvarla dall’orrore vissuto per anni tra le mura di casa è stata l’insegnante con la quale ha scelto di confidarsi. A lei ha raccontato di essere stata violentata per anni dal nonno e dallo zio nell’indifferenza dei genitori che erano al corrente di tutto. Stessa sorte - ha svelato l’inchiesta - ha avuto la sorella maggiore.
Nell’ordinanza di custodia cautelare vennero riportate le parole della minore delle due vittime che descriveva in dettaglio le violenze. «Mio zio ha qualche problema con me e anche mio nonno. Era una giornata come questa e io stavo dormendo. La nonna non c'era...», aveva detto la tredicenne raccontando che i due parenti approfittavano del fatto che spesso a casa non c'era nessuno e le due bambine erano sole. «Quando mi ha trovato mio padre mi ha chiesto perché piangevo e io ho detto che mio nonno e mio zio mi hanno fatto questo. Mio padre si è arrabbiato tantissimo sia col nonno che con lo zio. Poi non l’ho detto più a nessuno. Ma poi è successo di nuovo e di nuovo. Io poi ho detto basta», ha spiegato agli inquirenti.
«Tutta la famiglia sa di questa cosa - aveva voluto precisare la ragazzina - Il nonno non l’ho più visto dal mio compleanno. Quel giorno ho festeggiato il mio compleanno con torta, palloncini e i regali. C'era tutta la mia famiglia e i nonni, anche questo nonno. Questa cosa è capitata anche altre volte». Un orrore che, con la condanna dei due uomini, ora ha trovato una risposta nella giustizia. (ANSA).
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