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COREA DEL SUD

Caos a Seul: il presidente dichiara la legge marziale, il Parlamento si oppone e la gente protesta. In serata il dietrofront

03 Dicembre 2024, 20:56

La Corea del Sud ripiomba nell’incubo della legge marziale e nell’atmosfera sinistra di militari e mezzi per le strade. Il presidente Yoon Suk-yeol, in un sorprendente e inatteso discorso alla nazione, ha dichiarato la legge marziale d’emergenza e ha accusato il Parlamento, controllato dalle opposizioni, di simpatizzare con il Nord comunista e di paralizzare volutamente l'azione del governo. «Sradicherò le forze filo-nordcoreane e proteggerò l’ordine democratico costituzionale», ha detto Yoon in un discorso teso, in cui ha invitato i cittadini a sopportare «alcuni inconvenienti» per il bene della stabilità nazionale: «Attraverso questa legge marziale, ricostruirò e proteggerò la libera Repubblica di Corea».

Uno shock per un Paese riemerso a fatica dagli anni bui e sanguinosi della dittatura militare con la celebrazione nel 1988 dei Giochi Olimpici estivi di Seul, ma che poi è riuscito a imporre il soft power del suo dinamico modello democratico al mondo con l’irresistibile K-pop (in vetta a Billboard), i film da premi Oscar ("Parasite", prima pellicola straniera a vincere nel concorso generale) e da ultimo il Nobel 2024 per la Letteratura assegnato alla scrittrice Han Kang.
La reazione infatti non si è fatta attendere: migliaia di persone hanno subito manifestato intorno all’Assemblea nazionale, resistendo con scontri all’ingresso delle truppe. Il Parlamento di Seul ha respinto all’unanimità la legge marziale con una risoluzione che ne «richiede l’immediata abolizione» approvata dai 190 deputati presenti sui 300 totali. Un voto che ha spinto le truppe a lasciare l’edificio e lanciato la sfida al capo dell’esercito Park An-su, appena nominato comandante della legge marziale, il cui primo decreto ha bandito le attività parlamentari e dei partiti politici, abolito le manifestazioni e messo sotto controllo i media, oltre a ordinare ai medici tirocinanti in sciopero di tornare al lavoro entro 48 ore. «Coloro che violano la legge marziale possono essere arrestati o perquisiti senza mandato», intima il decreto.

Il presidente sudcoreano Yoon ha poi annunciato che la legge marziale, da lui stesso decretata oggi, sarà revocata in seguito al voto contrario del Parlamento. Subito dopo è esplosa la gioia dei manifestanti sudcoreani in piazza. 
«Poco fa, l’Assemblea nazionale ha chiesto di revocare lo stato di emergenza e noi abbiamo ritirato i militari che erano stati dispiegati per le operazioni di legge marziale. Accetteremo la richiesta dell’Assemblea Nazionale e annulleremo la legge marziale attraverso la riunione del Gabinetto», ha dichiarato Yoon in un discorso televisivo. 

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