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TRIBUNALE

Tragedia di Rigopiano, definitiva la condanna per l'ex prefetto di Pescara. La madre di una delle vittime: "Potevano essere salvate"

Rigopiano, definitiva la condanna per l'ex prefetto di Pescara

03 Dicembre 2024, 18:38

Diventa definitiva la condanna ad 1 anno 8 mesi per l’ex prefetto di Pescara, Francesco Provolo, nell’ambito della vicenda legata alla strage di Rigopiano dove il 18 gennaio del 2017 morirono 29 persone a causa di una valanga che travolse un hotel. Lo hanno deciso i giudici di Cassazione. Provolo è accusato di rifiuto di atti di ufficio e falso. Appello bis invece per sei persone, tutti dirigenti della Regione Abruzzo all’epoca dei fatti, che era stati assolti nei due precedenti gradi di giudizio. 

I giudici della Cassazione hanno disposto un nuovo processo di appello per l’ex sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta nell’ambito del procedimento legato alla strage di Rigopiano, dove il 18 gennaio del 2017 morirono 29 persone a causa di una valanga che travolse l’hotel. La Suprema corte ha disposto il processo dinanzi ai giudici della corte d’Appello di Perugia. Nuovo processo di secondo grado anche per cinque dirigenti della Provincia e per un tecnico del comune all’epoca dei fatti. Per loro però, così come per il sindaco, potrebbe arrivare la prescrizione delle accuse. Confermata invece la condanna all’ex gestore dell’hotel Bruno Di Tommaso. 

Ha definito la sentenza su Rigopiano «una decisione che ci restituisce un po' di fiducia, non i nostri cari» Antonella Pastorelli, madre di Alessandro Riccetti il receptionist di Terni morto per la valanga che travolse l’hotel. «La speranza è che questa tragedia abbia insegnato qualcosa alle istituzioni, a tutti» ha detto Pastorelli all’ANSA. «Potevano essere salvati, quel maledetto giorno - ha aggiunto -, se solo ci fosse stata la consapevolezza della situazione e chiarezza sulle azioni da attuare. Si sono sentiti abbandonati, i nostri cari. E spero che mai più accada qualcosa di simile. Che il loro sacrificio sia valso a qualcosa». 

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