LETTERA AL DIRETTORE
Egregio direttore,
avevo progettato un viaggio a Londra per questa primavera ma il passaporto era scaduto. M'informo per il rinnovo e apprendo che occorre fissare un appuntamento online per la pratica.
Da allora sono passati dei mesi che ci provo a fissare il benedetto appuntamento ma senza alcun esito positivo.
Mi reco in questura dove mi dicono che bisogna compiere il «blitz» dalle ore 13 alle 14 ed è sicuro che trovo la disponibilità.
Altre speranze deluse.
Comincio allora a telefonare alla questura di Parma... qualcuno mi aiuterà... Neanche ti rispondono.
Passo poi a quella Reggio Emilia e di Modena. Stesso trattamento. E sarebbe uguale se uno avesse urgenza di recarsi all'estero.
La motivazione ufficiale è che sbrigano 200 operazioni al giorno dichiarandolo con la stessa enfasi di una moltiplicazione dei pani e dei pesci, ma non basta, evidentemente! Quanto ci vorrà a capire che il sistema non funziona e bisognerebbe fare qualcosa?
Del resto, se aumentano giornalmente in modo esponenziale gli stranieri in Italia, mi sembra una ovvia conseguenza. Bisognerà pure adeguarsi a questa nuova richiesta. O no? O deve sempre pesare tutto sul lavoratore e sull'utente sempre più bistrattato, zittito e privato dei suoi diritti?
Chiunque ha bisogno di un passaporto si trova da solo davanti ad una pagina di computer che non gli consente di procedere e senza ricevere alcuna spiegazione. Se le vuoi le spiegazioni devi andare a prendertele, in modo frammentario e concesse con fastidio, fino in questura. Come fosse una cosa che stai rubando perchè il loro tempo è importante... il tuo non conta nulla.
Questa è l'Italia. Un posto dove non viene garantito niente a nessuno. Il paese dell'arrangiatevi.
Morale della favola: in famiglia siamo ancora senza appuntamento per il passaporto e non possiamo neanche sperare di andare a Reggio Emilia o a Modena.
Diciamole queste cose quando parliamo di qualità della vita, illudendoci di essere ai primi posti.
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