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Registrato un caso di peste suina in allevamento nel Piacentino

Registrato caso di Peste suina in allevamento nel Piacentino

Foto d'archivio

09 Gennaio 2025, 11:25

Registrato - in un allevamento da riproduzione a Vigolzone, nel Piacentino - un nuovo caso di Peste suina africana. E’ quanto comunica la Regione Emilia-Romagna. L’analisi virologica sulle carcasse di alcuni maiali morti, dopo il conferimento del veterinario aziendale alla sezione di Parma dell’Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, è stata condotta dalla sede centrale di Brescia dello stesso Istituto e l’esito positivo è stato confermato dal Centro di referenza nazionale dell’Istituto Zooprofilattico di Umbria e Marche.

In base al Regolamento europeo è previsto che negli allevamenti con casi confermati di peste suina africana siano abbattuti tutti i suini presenti e, in base a una valutazione del rischio, che la misura possa essere estesa anche ad allevamenti che hanno avuto contatti con il positivo. L’unità di crisi regionale, riunita ieri alla presenza del Ministero della Salute e del Centro di referenza nazionale, ha concordato di dare immediata applicazione a quanto previsto dal regolamento.
«L'attenzione della Regione è massima - osservano in una nota gli assessori regionali Massimo Fabi (Politiche per la salute) e Alessio Mammi (Agricoltura, Agroalimentare, Caccia) -: per questo appena confermato il nuovo caso è partita immediatamente la profilassi prevista, con l’obiettivo di isolare la diffusione del virus ed evitare modifiche allo stato sanitario dell’area».
Nel cosrso degli ultimi due anni, aggiungono Fabi e Mammi, «abbiamo investito oltre 11,1 milioni per rafforzare la biosicurezza negli allevamenti, sostenendo interventi in più di 150 aziende su tutto il territorio regionale. Il nostro impegno, al fianco degli allevatori, continuerà a essere costante».
Dallo scorso novembre, l’area era stata declassata zona con restrizioni a seguito di positività rilevate nei cinghiali. L'allevamento infetto si trova in un’area boschiva dove di recente erano state riscontrate positività per Psa in cinghiali abbattuti. 

Il ministro Schillaci: "Psa ancora confinata in alcune aree del Nord" 
«Ad oggi la Peste suina africana Psa risulta ancora confinata» in alcune aree del Nord Italia e «si sta procedendo alla chiusura dei varchi esistenti sulle autostrade A1 Milano-Parma e A15 Parma-La Spezia». Lo ha affermato il ministro della salute Orazio Schillaci al question time al Senato, sottolineando che «in tale prospettiva la strategia della Zona di Controllo dell’espansione virale, Zona Cev, sta dando i risultati sperati».
Schillaci ha inoltre ricordato che le misure contro la Psa «sono state rimodulate recentemente grazie ad una road map concordata con la Commissione europea, che include un complesso progetto di rafforzamento dei varchi autostradali in collaborazione con gli enti concessionari, strategie di controllo dei cinghiali e regolamentazione dell’attività venatoria, oltre a una maggiore sorveglianza negli allevamenti suini».
In risposta poi all’evoluzione dell’epidemia nel settore domestico che ha colpito il Nord Italia, con 29 allevamenti colpiti tra luglio e settembre 2024, «sono state adottate misure urgenti che stabiliscono misure di eradicazione e sorveglianza a livello nazionale, tra cui l’implementazione di misure di biosicurezza rafforzate negli stabilimenti ricadenti nelle zone di restrizione che ha contribuito a fermare l’ondata epidemica nei suini domestici».
Rispetto infine alla vaccinazione, «seppure attualmente non esista un vaccino efficace per la peste suina africana in quanto il virus della Psa è particolarmente complesso e non stimola la produzione di anticorpi neutralizzanti, sono comunque allo studio vari progetti sia nazionali che internazionali, cui partecipa il Centro di Referenza Nazionale per lo studio delle malattie da Pestivirus e da Asfiviruse (Cerep) e - ha concluso Schillaci - si auspica possano dare risposte chiare». 

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