valutazione del Gimbe
Nel 2022 il Servizio sanitario nazionale ha continuato a perdere punti, in particolare sulla prevenzione. Inoltre si è ulteriormente allargata la forbice Nord-Sud, con soltanto due Regioni meridionali che riescono a garantire pienamente ai propri cittadini i Livelli essenziali di assistenza. Sono queste le due tendenze che la Fondazione Gimbe individua nella valutazione delle prestazioni delle Regioni tramite il Nuovo Sistema di Garanzia (NSG), pubblicata nei giorni scorsi dal ministero della Salute.
Il gap Nord-Sud si amplia ulteriormente se si sommano i tre punteggi relativi a cure ospedaliere, territoriali e alla prevenzione: «infatti, ai primi 10 posti si trovano 6 Regioni del Nord, 4 del Centro e nessuna del Sud, mentre nelle ultime 7 posizioni - fatta eccezione per la Valle D’Aosta - si collocano solo Regioni del Mezzogiorno», aggiunge il presidente Gimbe.
Preoccupante anche il dato sull'andamento delle singole Regioni: nel 2022 quasi la metà ha performance inferiori al 2021, trainate al ribasso soprattutto dall’area della prevenzione che, su scala nazionale, registra una perdita complessiva di 146 punti. Su questo, però, potrebbe aver inciso il passaggio alla fonte informativa dell’Anagrafe Vaccinale Nazionale, precisa Gimbe.
«Il monitoraggio del ministero della Salute sulle cure essenziali conferma che la frattura strutturale tra Nord e Sud del Paese non solo non accenna a ridursi, ma addirittura si amplia, sia con l’Abruzzo che diventa inadempiente sia per riduzione dei punteggi Lea nella maggior parte delle Regioni del Mezzogiorno», conclude Cartabellotta. Ciò avviene «proprio nel momento in cui entra in vigore la legge sull'autonomia differenziata che in materia di salute non ha ritenuto necessario definire i livelli essenziali delle prestazioni (Lep) in quanto esistono già i Lea».
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