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via emilio lepido

16 «professori universitari antifascisti» (correva l’anno 1931): a Parma c’è un parco intitolato a loro

Nella targa celebrativa diversi errori nei nom

01 Febbraio 2025, 11:51

Forse non tutti i parmigiani sanno che in città c’è un parco intitolato ai «Professori universitari antifascisti», con tanto di targa che riporta i nomi di 16 docenti. Verrebbe spontaneo pensare che il cartello intenda ricordare persone di Parma, invece tutti i nomi che compaiono sono di professori di atenei di altre città italiane.

Si tratta dei pochissimi docenti universitari di tutt'Italia (su un totale di 1225) che nel 1931 si opposero all'imposizione di dover prestare giuramento di fedeltà al fascismo per continuare ad insegnare. La conseguenza per tutti fu l’allontanamento dalla cattedra e la perdita del lavoro. Dopo la Liberazione, la maggior parte di questi docenti venne reintegrata nel ruolo universitario rivestito (tranne alcuni che nel frattempo erano venuti meno per età o malattia, uno che morì in carcere e altri che erano ormai in età di pensione).

Il parco che il Comune di Parma ha intitolato nel 2018 ai professori universitari antifascisti si trova vicino a via Emilio Lepido e alla Rocca di San Lazzaro. Ecco i nomi dei professori indicati nel cartello, con aggiunta l’università di appartenenza: Ernesto Buonaiuti (Roma), Mario Carra (Torino), Gaetano De Santis (Roma), Giorgio Errera (Pavia), Giorgio Levi Della Vida (Roma), Fabio Luzzatto (Milano), Piero Martinetti (Milano), Bartolo Nigrisoli (Bologna), Francesco Ruffini (Torino), Edoardo Ruffini (Perugia), Lionello Venturi (Torino), Vito Volterra (Roma), Giuseppe Antonio Borghese (Milano), Piero Sraffa (Cagliari), Antonio De Viti De Marco (Roma), Errico Presutti (Napoli).

Online si trovano con facilità informazioni su tutti questi professori universitari. Il numero complessivo dei docenti che non hanno prestato giuramento di fedeltà al fascismo è controverso: nella maggior parte dei siti è indicato che furono 12, in altri qualcuno in più o anche uno in meno. Il cartello del parco di Parma ne indica, come detto, 16. Da che cosa dipende la diversità? Possono non essere stati conteggiati i docenti che non hanno voluto prestare giuramento e per questo motivo furono subito collocati in pensione anticipata, oppure non è stato incluso un docente che si trovava già all’estero dove è rimasto fino alla fine della guerra (senza prestare giuramento), e altri casi particolari.

È curioso constatare che nel cartello del parco di Parma i nomi di alcuni professori sono scritti erroneamente: Mario Carra di cognome faceva Carrara, De Sanctis è la giusta grafia del cognome di Gaetano De Santis, e Giuseppe Antonio Borghese si chiamava Borgese. Da più parti, inoltre, è indicato che il nome di Presutti fosse Enrico e non Errico.

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